Venerdì, 14 Maggio 2021

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Video | Le associazioni contro Mirò: "Costruzioni abusive da abbattere"

Conferenza organizzata da WWF, Confcommercio, Confesercenti e CNA sul tema dei centri commerciali in città

L’annullamento stabilito dal TAR di Pescara  della Conferenza di Servizi del Comune di Cepagatti sulla cui base erano stati avviati i lavori per la costruzione del centro commerciale Mirò "comporta l'abbattimento della struttura". Lo hanno chiesto a gran voce questa mattina in una conferenza stampa congiunta i rappresentanti di WWF, Confcommercio, Confesercenti e CNA. "In base alla normativa in vigore – ha sottolineato l’avv. Francesco Paolo Febbo, legale delle associazioni - la valutazione di impatto ambientale costituisce infatti presupposto o parte integrante del procedimento di autorizzazione, in assenza del quale è previsto che l’autorità competente possa disporre la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi e della situazione ambientale a cura e spese del responsabile. L’abbattimento sarebbe un atto significativo per il ripristino della legalità".

La sentenza del TAR può essere appellata al Consiglio di Stato ma WWF, Confcommercio, Confesercenti e CNA si augurano che di fronte alle articolate e convincenti motivazioni espresse dai giudici amministrativi questo non avvenga e che la politica torni a svolgere il proprio ruolo in difesa del benessere della collettività e dell’ambiente, non a salvaguardia di singoli interessi privati.

WWF, Confcommercio, Confesercenti, CNA e l’avv. Febbo chiedono anche "che siano gli organi tecnici e politici che si facciano carico a livello personale del danno arrecato, che non può essere accollato alla collettività".

"Non poteva che finire così": è questo il commento finale delle associazioni. "Le incongruenze accumulate in questi anni, evidenziate grazie al certosino lavoro svolto dal WWF e anche dalle associazioni di categoria, insieme alla scelta sbagliata di costruire a ridosso del fiume dovevano inevitabilmente portare in qualche modo a una bocciatura. Persino sull’argine ci sono stati problemi enormi: prima è stato realizzato in maniera difforme dal progetto (ed è assurdo che il centro commerciale esistente sia rimasto aperto per anni con una protezione idraulica che oggi sappiamo inadeguata); poi è stato integrato con un sistema a parancole realizzato senza la preventiva autorizzazione del Genio Civile, benché l’opera sia in zona sismica. A questo punto la politica intervenga correggendo gli errori del passato e chiudendo le porte per sempre a interventi che sono, lo ripetiamo, dannosi per l’ambiente e per l’economia del territorio".

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