Vertenza Ball, è ancora scontro tra azienda e sindacati che però annunciano: "Trovati nuovi imprenditori interessati"

Continua il botta e risposta tra la multinazionale americana e le sigle sindacali sulla situazione dei lavoratori di San Martino sulla Marrucina

Ieri la nota della Ball Beverage Packaging che confermava “l’intenzione di chiudere lo stabilimento di San Martino in modo responsabile e socialmente accettabile entro la fine del 2018, e a supportare i dipendenti attraverso varie misure” prseguito con un appello “Ball sta attivamente cercando opportunità di lavoro per i dipendenti di San Martino in altre strutture del gruppo. Abbiamo comunicato la disponibilità di queste posizioni ai sindacati e stiamo aspettando una risposta ufficiale”. Il comunicato si chiudeva con la disponibilità alla “vendita dei terreni e gli edifici vuoti dello stabilimento di San Martino in seguito al processo di smantellamento che inizierà a gennaio e che dovrebbe durare circa 6-9 mesi. Sulla base di questo, ci auguriamo vivamente che un eventuale acquirente possa offrire nuove opportunità di impiego a favore del territorio”.

Oggi la risposta dei sindacati non è tardata ad arrivare

Confermiamo questa apertura, ma se le parole hanno un senso, nel loro stesso comunicato scrivono che stanno cercando opportunità in altre strutture dell' azienda, quindi non è detto che ci siano. Non si comprende quale risposta aspettino dai sindacati, dal primo incontro abbiamo dichiarato che siamo pronti a trattare su tutto nell' ottica di un accordo quadro, ma ad oggi continuano a sottrarsi.

Sulla messa in vendita dei terreni ai Cgil e Cisl sorge un sospetto


Ball dichiara di rendere disponibili per la vendita terreni e edifici, molto probabilmente sta mettendo le mani avanti, come quando dichiara le tempistiche in 6-9 mesi. C'è una notizia che non era ufficiale che molto probabilmente ha generato il comunicato stampa aziendale, la FIOM e la FIM di Chieti unitamente al sindaco di San Martino sulla Marrucina, sono riusciti a trovare una seria reindustrializzazione che può occupare tutti i dipendenti della Ball, è questo il punto, l' azienda dichiarando di voler vendere e dichiarando i tempi eccessivi per lasciare lo stabilimento, probabilmente sta già cercando di pregiudicare la reindustralizzazione, sa che i nuovi imprenditori hanno chiesto di avere lo stabile in massimo 6 mesi. La Ball dichiarando la vendita, lancia un messaggio importante, tranne nel caso che il prezzo di vendita richiesto sia vantaggioso o simbolico. Oltre a chiudere un' azienda sana il giorno di Natale e a lasciare a casa le persone che per loro hanno prodotto tanta ricchezza, vogliono usare lo stabile per fare cassa.

Poi un annuncio importante


Tutte le nostre informazioni sugli imprenditori interessati, (che vogliamo tutelare non rilevando i nominativi), sono state trasmesse alla Regione Abruzzo che subito si è attivata per verificare l' attendibilità del progetto, a sua volta è stato coinvolto il Ministero dello Sviluppo Economico ed anche lo stesso si è attivato per creare le condizioni a che questo progetto abbia un seguito.
Manca solo un tassello, la Ball a questo punto, viste le “dichiarazioni propositive” che finalmente registriamo, darà un seguito? Le lavoratrici, i lavoratori stanno ancora attendendo che l'azienda comunichi ufficialmente al Ministero le risposte su: cassa integrazione straordinaria, cessione dello stabile come quando e a che titolo, trattamento per le persone che vorranno trasferirsi, incentivo di uscita.

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