Vertenza Ball, il 31 dicembre tutti a casa: raggiunto accordo sugli incentivi

I sindacati hanno trovato l'accordo sugli incentivi economici per l'esodo. Rifiutata la cassa integrazione straordinaria dall'azienda

Ora è ufficiale: il sito di San Martino sulla Marrucina della Ball Beverage chiuderà il 31 dicembre. Spostato simbolicamente il giorno di chiusura della multinazionale americana. Dopo una giornata frenetica inziata con una prima riunione terminata alle 2.30 del mattino conclusasi con l’ennesima fumata nera, la situazione ormai era chiara: l’azienda non offriva soluzioni per i 70 dipendenti di San Martino sulla Marrucina. Tradotto: tutti a casa. Nel terzo incontro convocato al ministero del Lavoro, erano presenti il vice capo di gabinetto del Mise Giorgio Sorial, il presidente vicario della Regione Giovanni Lolli, il sindaco di San Martino sulla Marrucina Luciano Giammarino, i sindacati e i rappresentanti della multinazionale americana. Le aspettative alla vigilia erano ben altre.

Negli ultimi giorni, infatti, delle notizie positive sembravano poter scongiurare la chiusura del sito: due aziende avevano risposto all'appello di sindacati e amministratori per rilevare i terreni e gli edifici della Ball nell’ottica di una reindustrializzazione del sito. Nell'incontro convocato giovedì alle 19 al Ministero è arrivata, purtroppo, un'altra doccia gelata per i lavoratori. «Non ho mai visto un’arroganza simile – questo il commento del Sindaco Marinucci che ha aggiunto - al Mise ci hanno di nuovo preso a “pesci in faccia”. Si manca di rispetto alle istituzioni e ai lavoratori. E una vergogna!».

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Dopo il tavolo romano «terminato malissimo» come dichiarato da Andrea De Lutis della Fiom Cgil, ieri a mezzogiorno lo strappo è stato parzialmente ricucito in Regione. Queste in sostanza le condizioni “strappate” all'azienda che produce lattine: incentivi economici per tutti i lavoratori, un ulteriore incentivo per gli over 50 e un aiuto per coloro che volessero trasferirsi in altri stabilimenti Ball. In serata l’accordo è stato approvato all’unanimità dai lavoratori riuniti in assemblea. Niente cassa integrazione straordinaria e nessun impegno ufficiale per la futura reindustrializzazione. Questa mattina si terrà l'ultimo incontro in in Regione tra azienda e sindacati che sancirà la fine di una triste storia.

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