Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Dal primo maggio venti lavoratori della Depuracque di Chieti rischiano il posto

L'allarme della Fiom: "Non è più possibile rinviare la data dell'incontro con la Regione. Non possiamo perdere un altro solo posto di lavoro"

La Fiom Cgil torna a denunciare il rischio occupazione dei venti lavoratori della Depuracque Srl in Val Pescara. Dopo mesi di trattative con un paio di accordi FIS, un ammortizzatore sociale con un piccolo fondo che ha aiutato nel mantenere stabili i livelli occupazionali, oggi l'azienda fa sapere che l'Inps ha comunicato che il saldo delle ore a disposizione come ammortizzatore sociale non andrà oltre il mese di aprile.

E quindi, a partire dal 1° maggio, diventa concreto se non certo il rischio che i lavoratori possano perdere il posto di lavoro.

Unica azienda in Abruzzo in grado di trattare le acque reflue derivanti dalle lavorazioni industriali, la Depuracque nel 2015 con il consorzio di Bonifica Centro venne indagata per alcuni scandali legati alle loro attività, responsabilità che non risultano riconosciute attualmente ma che hanno fatto sì che la Depuracque Srl e le proprie maestranze arrivassero a vivere un momento di quasi totale inattività.

Poi l'interessamento dell'ARAP a rilevare le attività della srl. "Ora - spiega Andrea De Lutis, Fiom Cgil Chieti - non è più possibile rinviare la data dell' incontro, da diversi giorni ho richiesto un incontro all'onorevole Lolli che in questi mesi ha avuto l'onere di fare sintesi fra azienda, Arap e Fiom. Non possiamo perdere un altro solo posto di lavoro, non possiamo perdere la professionalità di queste persone, il nostro territorio e il nostro ambiente non possono perdere questo genere di lavorazioni che nei fatti servono anche a salvaguardare la collettività".

Sindacato e azienda si dicono disponibili a sedersi al tavolo. "Aspettiamo esclusivamente la convocazione in Regione - dice De Lutis - per capire se alle dichiarazioni d' intenti dell' ARAP faranno seguito gli impegni".

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