Stamina: Vannoni incontra gli studenti di Vasto, nessuna contestazione

Auditorium affollato al liceo Mattioli, dove l'inventore del controverso metodo terapeutico è stato accolto dopo le polemiche dei giorni scorsi. C'erano anche un giornalista scientifico e i firmatari della petizione contro la sua lezione in una scuola pubblica

Un momento dell'incontro

Non c’era la troupe delle Iene come annunciato e il clima teso dei giorni scorsi si è tramutato in un confronto che, stando a quanto lamentano i principali oppositori dell’incontro in una scuola pubblica, c'è stato a metà. 

Comunque non si sono registrate particolari scintille ieri mattina (giovedì 21 novembre) durante l’incontro degli studenti vastesi con Davide Vannoni, inventore del discusso metodo Stamina, secondo cui sarebbe possibile curare malattie neurodegenerative per le quali attualmente non c’è rimedio con le cellule staminali.

Il professore (Vannoni non è un medico, né uno scienziato, ma laureato in Lettere, ndc) è arrivato nell’aula magna del liceo scientifico Mattioli affollato di studenti di quarta e quinta con una sua collaboratrice e Andrea Sciarretta, padre di Noemi, la bimba di Guardiagrele affetta da sma1 che papa Francesco ha voluto incontrare pochi giorni fa.

Agli studenti di Vasto Vannoni ha spiegato il funzionamento del metodo che ha messo a punto, su cui non c’è alcuna certezza scientifica. A sentire lui la sperimentazione è stata bloccata prima che iniziasse, ma le condizioni dei pazienti in cura a Brescia, 34 attualmente, stanno migliorando. Ha ribadito che il suo obiettivo è l’applicazione della legge Turco-Fazio sulle cure compassionevoli, che darebbe il via al trattamento terapeutico con le staminali. Una risoluzione votata dal consiglio regionale d'Abruzzo aveva approvato il metodo Stamina come "cura compassionevole", ma la bocciatura dal ministero ha messo tutto in discussione.

Più accesi i toni di Sciarretta, soprattutto nei confronti di due dei maggiori oppositori all’arrivo di Vannoni in un istituto pubblico: Vittorio De Iuliis, ex studente del liceo e primo firmatario di una lettera alla preside per evitare che il discusso inventore di Stamina tenesse una lezione nel liceo, e il giornalista scientifico Luca Menichelli. Ma questi hanno spiegato di non essere contrari ad una cura per le malattie neurodegenerative – compresa la sma1 da cui è affetta Noemi – ma di voler indirizzare gli sforzi della comunità scientifica su una cura certa, senza illudere pazienti e famiglie che combattono ogni giorno contro il proprio dolore.

I due si sono confrontati con Vannoni, pur senza ottenere risposte del tutto soddisfacenti, chiedendo conto soprattutto del perché non esistano pubblicazioni scientifiche sulla efficacia di una cura che il ministero della Sanità non riconosce come valida.

I rappresentati d’istituto che hanno organizzato l’incontro, però, hanno ribadito più volte che non si trattava di una pubblicità di Stamina, ma di un confronto per conoscere qualcosa in più sulle cellule staminali. Fortunatamente le polemiche dei giorni scorsi sono scemate.

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Pare che a breve ci sarà un incontro per dare spazio anche ai detrattori del metodo Stamina, in cui potranno intervenire gli specialisti che oggi mancavano per il poco tempo a disposizione per organizzare il convegno. 

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