Venerdì, 29 Ottobre 2021
Cronaca Casoli

Usura, merci ordinate e mai pagate: in manette due uomini a Lanciano

Due uomini di Lanciano e San Vito Chietino le menti dell'associazione per delinquere che truffava imprese in tutta Italia. Tredici gli indagati. Chiesti tassi usurari fino al 320 per cento

Due usurai capi di un'associazione per delinquere che aveva truffato diversi imprenditori in tutta Italia sono finiti in manette la notte scorsa, al termine di un'indagine della polizia iniziata a primavera

Si tratta di F.D.F., 50 anni di Lanciano e A.T., 28, di San Vito Chietino: i due sono accusati di usura e associazione per delinquere finalizzata alla truffa di imprese in tutta Italia, con merci ordinate e mai pagate per oltre 350mila euro.

Uno dei due era convolato a nozze sabato scorso ed era in procinto di partire per l'Ucraina, da qui l'accelerazione dell'operazione, chiamata 'Cipollaro',  dal nome della località di Casoli dove sorge il capannone che fungeva da magazzino delle merci frutto della truffa.

Ci sono altri 13 indagati, tra cui i famigliari di F.D.F. e circa 15 denunciati a vario titolo. I due arrestati erano già noti alla Procura per reati contro il patrimonio.

Questi i fatti: alle imprese in difficoltà venivano elargiti prestiti per migliaia di euro, chiedendo poi indietro la somma con tassi usurari che partivano dal 10 per cento mensile fino ad arrivare al 320 per cento annuali. Una volta che la vittima non riusciva piu' a pagare scattava l'associazione per delinquere finalizzata alla truffa che ha colpito decine di aziende in tutta Italia: alla vittima veniva chiesto di diventare il rappresentante legale di un'azienda, nello specifico una societa' di trasporti, la Natale Srl di Fara San Martino, precedentemente svuotata dei beni che le appartenevano e ritenuta solvibile dalle imprese truffate. Da lì partiva il meccanismo della truffa che ha colpito varie imprese in tutta Italia, con merci ordinate sfruttando il buon nome dell'azienda e del titolare che poi venivano pagate in parte con la prima rata e successivamente con assegni insolvibili delle vittime dell'usura.

Adesso i due sono rinchiusi nel carcere di Villa Stanazzo di Lanciano, in attesa dell'interrogatorio di garanzia previsto per domani (29 novembre).

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