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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca San Martino / Viale dell'Unità d'Italia

Universitari feriti dopo una lite: aggressione o rissa? 360 gradi invoca più sicurezza

Sabato sera in viale Unità d'Italia tre giovani hanno raccontato di essere stati picchiati da una famiglia. Medicati in ospedale, ne sono usciti uno con 3 e gli altri con 7 giorni di prognosi. E l'associazione studentesca continua a chiedere una città a misura di studente

Tre ragazzi picchiati con cinture, scope e un tirapugni elettrico, con 3 giorni di prognosi per uno e 7 per gli altri due. È l’unica certezza, per il momento, su quanto accaduto sabato sera intorno a mezzanotte in viale Unità d’Italia, allo Scalo, all’altezza della fermata dell’autobus davanti alla farmacia Paterno.

Un gruppo di studenti universitari fuorisede aspettava l’autobus, canticchiando e forse alzando un po’ troppo la voce. Secondo il loro racconto, all’improvviso sarebbe arrivato un gruppo di persone, pare un’intera famiglia, ovvero un uomo con cognato, moglie e figlia al seguito, lamentandosi per gli schiamazzi a quell’ora di notte. I ragazzi, sempre stando al loro racconto, si sarebbero scusati, ma i quattro sarebbero piombati addosso ai giovani armati di una cintura, scope e un tirapugni elettrico. Pare che uno degli studenti, per fuggire alla furia del capofamiglia, si sia rifugiato a bordo di un’auto che passava in quel momento sulla Tiburtina.

La presunta aggressione si sarebbe fermata soltanto con l’arrivo dei carabinieri e dell’ambulanza, che ha accompagnato i tre giovani in ospedale. Questi sono stati medicati al pronto soccorso di Chieti, con una prognosi di 3 giorni per uno e 7 per gli altri due. Sembra però che i componenti della famiglia abbia raccontato di essere stati a loro volta aggrediti. Al momento gli studenti non hanno ancora sporto denuncia alle forze dell’ordine, anche se hanno intenzione di farlo il prima possibile. In quel caso sarà compito degli investigatori stabilire se sia trattato di un’aggressione o di una semplice lite sfociata in una rissa.

360 GRADI CHIEDE PIU' SICUREZZA- Intanto dopo l’episodio di sabato notte l’associazione 360 gradi, come già accaduto in passato in seguito ad episodi di violenza nella parte bassa della città, invoca maggiore sicurezza per i tantissimi universitari fuorisede che costituiscono una fetta importante della popolazione teatina, specialmente allo Scalo, e una gran risorsa per l’economia cittadina.

“Questo episodio – dicono i ragazzi dell’associazione studentesca – ci porta ancora una volta a rivolgere un appello al sindaco e, ancora più forte alla vigilia delle elezioni regionali, ai candidati al governo dell’Abruzzo, affinché le tante belle parole spese in questi giorni non rimangano le solite promesse da campagna elettorale, ma diventino un impegno concreto di una città e di una regione che valorizza e riconosce l’importanza e la ricchezza che porta un ateneo come il D’Annunzio. Chiediamo quindi di costruire una città sempre più a misura dello studente”. 

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