Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Università: tasse più alte alla D'Annunzio per la spending review

I provvedimenti del Governo cambiano il metodo per calcolare il tetto massimo di contributi che gli studenti devono versare per iscriversi. Diventa così inutile la sentenza del Tar, che aveva riconosciuto rette troppo alte nel 2007

Università

Tasse più alte per gli universitari della D’Annunzio. È uno degli effetti della cosiddetta “spending review”, la revisione della spesa con cui l’esecutivo Monti cerca di razionalizzare le risorse statali. E anche gli studenti dell’ateneo di Chieti e Pescara pagheranno di più per studiare, nonostante appena un anno fa il Tar abbia riconosciuto, per la prima volta in Italia, che gli iscritti della D’Annunzio pagavano tasse troppo alte. 

Nel 2007 l’associazione studentesca 360 gradi presentò un ricorso al tribunale amministrativo, che il 31 marzo 2011 ha dato parere favorevole. La sentenza del Tar ha riconosciuto che il calcolo dei contributi da far pagare agli studenti si era basato su una stima teorica, ovvero sui 91 mila euro che l’ateneo riteneva di dover ricevere dal ministero dell’Istruzione, piuttosto che sui 79 mila realmente ottenuti. In questo modo il rapporto fra il Fondo di finanziamento e i contributi degli studenti arrivava al 22,78 per cento, ben oltre il 20, tetto massimo previsto dalla legge.

Dal prossimo anno accademico, però, cambia il sistema per calcolare le rette che gli studenti devono versare all’ateneo di appartenenza. La “spending review” stabilisce che dal conteggio vengano escluse le tasse versate dagli iscritti fuori corso, che rappresentano il 40 per cento del totale. In più, il tetto massimo dei contributi non sarà più tarato sul rapporto fra le tasse e il fondo di finanziamento ordinario, ma sul “trasferimento statale”, che include ulteriori somme ed eviterà dunque il rischio di sforare il 20 per cento. E anche nel caso di superamento di questo limite, le cifre eccedenti saranno convertite in borse di studio

Un esito che rende del tutto inutile la sentenza del Tar a favore degli universitari di Chieti e Pescara. 360 gradi, l’associazione studentesca che per prima in Italia si è rivolta al tribunale amministrativo, definisce il provvedimento del governo Monti “una gran vigliaccata”. E assicura “mobilitazione costante e permanente”. Anche se, vista la sessione estiva in corso e la scarsa presenza degli studenti nelle sedi dell’ateneo, c’è il rischio che in molti non siano a conoscenza di quanto succederà. E si accorgeranno della brutta sorpresa soltanto in autunno, quando sarà il momento di iscriversi al nuovo anno di studi.

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