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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Razzismo e provincialismo all'università: gli studenti non ci stanno

Pagina shock su facebook "Psicologia a Chieti ancora a numero aperto per accogliere immigrati terroni". La risposta degli studenti "fieri di avere amici del Sud" non si è fatta attendere. Il lettore: "Questi personaggi infangano chi con non pochi sforzi cerca di fare di Chieti una città con delle proposte e sfide serie per il futuro”

Se Facebook nasce per divertirsi e condividere parole, immagini, stati d’animo con gli amici in rete, a volte sul social network blu nascono discussioni, tendenze, notizie. Come in tutti i luoghi ‘affollati’ è facile perdere il controllo e spesso, troppo spesso ultimamente, spuntano come funghi gruppi o fan page di dubbio gusto che raccolgono migliaia di ‘like’ e che vengono segnalati perché urtano la sensibilità di alcuni utenti.

E’ successo, tanto per fare un esempio recente, appena dopo l’elezione di Papa Francesco, quando dopo l’annuncio un po’ ‘esitante’ dato dal cardinale protodiacono Jean-Louis Pierre Tauran, sono nati diversi gruppi su Facebook inneggianti “Il tossico che ha annunciato il Papa” (“e che si è fatto la fumata bianca”, sottotitolo) frasi che ignorano, molto probabilmente, che Tauran parlava e parla così perché da tempo affetto da morbo di Parkinson.

Parlando di cose più vicine alla nostra città e, in particolare all’università d’Annunzio, invece negli ultimi giorni sempre su Facebook è spuntata fuori una nuova pagina dal titolo shock “Psicologia a Chieti ancora a numero aperto per accogliere immigrati terroni”. I fan, per fortuna, sono appena 77, alla voce informazioni l’amministratore, che dice di essere di Pescara, scrive: “Com’è bello ostentare orgoglio terrone arricchendo università del nord coi soldi di mamma e papà. Ammettetelo che fuggite dalla vostra terra disagiata”.

Immediate le reazioni, come quella del nostro lettore, che vuole orgogliosamente essere identificato come ‘terrone libero’ e che ci dice: “Questa pagina mi lascia indignato, e in quanto contribuente dell’economia teatina decisamente disgustato. Non è mia intenzione di far di tutta un'erba un fascio,  ma desidero rendere noto alle cronache questa vergognosa e serpeggiante pseudo cultura di ignoranza e di chiusura nei confronti di chi viene a dare non di certo a togliere. Se mi permetto di scrivervi – aggiunge - è perché fa più danno il silenzio, di una cattiva parola. e questa mentalità qui è fin troppo diffusa per una città che si pone come centro universitario e quindi di cultura”.

Una polemica che nasce e finisce sul web? Evidentemente no poiché l’autore della pagina ‘incriminata’ ha dato appuntamento alla Facoltà di Psicologia per un ‘confronto diretto’ questo pomeriggio.

Tuttavia è doveroso aggiungere che l’ondata di indignazione ha travolto almeno altre 280 persone assieme al nostro lettore ‘terrone’. Infatti, poche ore dopo la diffusione della pagina, sabato pomeriggio, qualche studente di Psicologia ha pensato bene di rispondere per le rime e creare un’altra fan page a tono, “Fieri di avere gli amici del Sud alla D'Annunzio” che ha raccolto molti più consensi.

Per adesso, e non poteva essere diversamente, tra gli studenti del Campus vincono l’accoglienza e l’apertura. Lungi dal fare pubblicità a certe iniziative di cattivo gusto abbiamo ritenuto fosse necessario informarvi su quanto accade alla d'Annunzio, un astio documentato anche dalle foto, come potete vedere, perché, e in questo siamo d'accordo con il nostro lettore, “è doveroso soprattutto nei confronti di chi invececivilmente e con mentalità onesta e aperta non si permette di scrivere tali porcherie. Questi personaggi infangano chi con non pochi sforzi cerca di fare di Chieti una città con delle proposte e sfide serie per il futuro”.

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