Università: la ministra Giannini salta l'inaugurazione dell'anno accademico

Odorisio, premiato con la Minerva d'Oro, si commuove mentre riceve il riconoscimento e racconta della sua passione per l'arte

La ministra dell'Istruzione Stefania Giannini è bloccata a Roma da impegni istituzionali e, per la seconda volta nel giro di pochi mesi, salta la platea dell'università d'Annunzio che l'aspettava da tempo. La sua assenza è stata la nota più rilevante della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'università d'Annunzio che si è svolta questa mattina (martedì 2 febbraio). 

Come da tradizione, accanto al rettore Carmine Di Ilio, c'erano quelli delle altre università d'Abruzzo, Luciano D'Amico per l'ateneo di Teramo, Silvia Inverardi per quello dell'Aquila. Poi, sul palco, i direttori di dipartimento con la toga bordata di colori diversi e in platea i rappresentanti degli studenti con capello e feluca. 

IL RETTORE. Nel suo intervento, Di Ilio ha ricordato la cerimonia di inaugurazione dell'università di Chieti, il 19 marzo di 50 anni fa, diventata in breve punto di riferimento di tutte le famiglie e gli studenti che volevano formarsi senza allontanarsi troppo dalla propria terra di origine. Se nell'anno accademico 1965/1966 il nuovissimo ateneo aveva più di 3mila iscritti, in quello successivo salirono a circa 5.550. Oggi sono oltre 28mila, con 664 fra docenti e ricercatori, 332 dipendenti tecnico amministrativi. L'università possiede circa 22 ettari di terreno, su cui è distribuito un patrimonio edilizio di circa 164mila metri quadrati divisi per circa un quarto a Pescara e per la parte restante a Chieti: il valore storico è di oltre 275 milioni di euro. 

Di Ilio ha parlato soprattutto di giovani, sollecitando interventi per favorire il lavoro ed evitare gli under 30 a fuggire all'estero o lontano da casa per vedersi riconsociuto qualche merito. "Migliorare l'efficienza e la qualità dei servizi agli studenti - ha detto - guadagnarci la fiducia dei nostri giovani e delle loro famiglie, del sistema produttivo del nostro territorio delle istituzioni pubbliche che guidano i processi socio-economici della nostra comunità deve essere un nostro costante e irrinunciabile impegno". Nonostante le cose da migliorare, "la nostra istituzione è solida e possiamo guardare con fiducia al futuro prossimo dell'ateneo". 

Per il futuro, l'obiettivo è finanziare la ricerca, con 3 milioni di euro per la formazione di giovani ricercatori, 3 milioni per assegni di ricerca o ricercatori di tipo A, 3 milioni e mezzo in bilancio per finanziare circa 240 borse di studio, 15 delle quali assegnate a studenti stranieri. 

INTERVENTI. La cerimonia è andata avanti con la prolusione del professore Enrico Spacone, ordinario di Tecnica delle costruzioni e gli interventi di Carlo Michetti, in rappresentanza del personale tecnico-amministrativo, e Alfonso Tricarico, presidente della Consulta degli studenti. Se il primo ha sottolineato le competenze dell'ateneo che, oggi, lo rendono in grado di competere con le altre università, il rappresentante eletto dalla popolazione studentesca ha fatto richieste ben precise, dall'aumento dei finanziamenti alle borse di studio, alle residenze universitarie - clamoroso il caso dell'incompiuta di via Gran Sasso - al bisogno di tutelare lo studente anche nel suo vivere la città visto che, ha detto "sempre più frequenti sono gli episodi di violenza che hanno visto, come appartenenti a clan nemici, contrapporsi la comunità degli studenti e la comunità dei residenti". Alle istituzioni presenti ha chiesto un impegno concreto a migliorare la situazione attuale, puntando il dito contro il dibattito politico che esclude i temi universitari dalla sua agenda. 

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I PREMIATI. La Minerva d'oro, riconoscimento votato dal Senato Accademico alle personaliltà abruzzesi che si siano distinte, è andato quest'anno a Mario Ceroli, scultore e scenografo originario di Castel Frentano e a Luciano Odorisio, regista teatino. Il primo non è potuto essere presente per motivi di salute, perciò sul palco è salito soltanto Odorisio. E proprio mentre il magnifico rettore gli metteva al collo la medaglia d'oro con la Minerva, il regista, solitamente ironico e dissacrante, si è lasciato andare a lacrime di commozione. "Ho fatto il galletto in tutto il mondo - è riuscito a dire - non me n'è mai fregato niente. Ma voi mi avete fregato. Posso solo ricordare il teatro Marrucino, dove mio zio portava gli spettacoli e mio padre suonava il violino: è lì che è iniziato tutto", ha raccontato sempre più commosso. 

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