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Giannini alla d'Annunzio: "Mai avuto il sacro fuoco dell'arte, faccio l'attore perché mi diverte"

L'attore in Abruzzo per il premio Penne-Mosca, vinto per il suo libro autobiografico Sono ancora un bambino (ma nessuno può sgridarmi)

Arriva in ateneo con un lieve ritardo, perché l'influenza ha rallentato i suoi spostamenti, ma non prima di gustare un piatto di chitarrina abruzzese. E l'attore Giancarlo Giannini conquista immediatamente la platea della d'Annunzio, dove è stato ospite ieri pomeriggio (lunedì 14 marzo) per il premio Penne-Mosca dedicato agli scrittori dal cinema per il volume Sono ancora un bambino (ma nessuno può sgridarmi). 

Ruvido e schietto come nel suo stile, Giannini non conquista il pubblico raccontando aneddoti dai suoi numerosissimi set, o i segreti del doppiaggio di nomi sacri del cinema americano. Ma parla del suo libro "un libro anarchico, in cui ho potuto dire tutto quello che volevo", comprese le cose apparentemente più comuni. "Perché le cose semplici - dice - sono le più difficili da capire: ogni mio racconto è molto preciso e pensato". Come nel capitolo dedicato al pesto perfetto, ricetta trasmetta dalla sapienza della nonna ligure, di cui l'attore svela i segreti. "Per me la scuola di areomodelli è stata utilissima, mi ha insegnato il metodo della pazienza che ho applicato in ogni aspetto della vita. Stare lì a limare, tagliare i pezzi identici mi ha formato". 

Sulla sua professione di attore, Giannini non si dà glorie: "Non vado d'accordo con i registi che dicono di entrare nel personaggio: non c'è nulla di reale o di realistico al cinema o al teatro, che peraltro sono due cose completamente diverse. Io, poi, non ho mai avuto il sacro fuoco, faccio l'attore perché mi diverte. Ai miei studenti al centro sperimentale dico sempre che l'attore è un esecutore, che deve mettersi a disposizione del regista". 

Ai giovani che vogliono seguire le sue orme, però, non consiglia di fare questo mestiere: "Perché è un mestiere durissimo, ai ragazzi dico sempre di trovarsi un mestiere alternativo". Con l'unica eccezione del figlio Adriano, che esordì al cinema nel remake di Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto, originariamente diretto da Lina Werthmuller e interpretato proprio da Giancarlo Giannini e Monica Vitti. Quando il giovane Giannini venne convocato da Guy Ritchie, giurò che mai avrebbe detto sì: "Ma io - racconta divertito il padre - gli dissi che non poteva negarsi una soddisfazione che io non avevo mai avuto in tanti anni: tirare uno schiaffone a Madonna". 

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