Cronaca

Vinta la battaglia dell'Ima: la d'Annunzio condannata a pagare le indennità a 170 dipendenti

Il giudice del lavoro Ilaria Prozzo ha accolto le ragioni dei dipendenti, che si erano visti alleggerire la busta paga dall'agosto 2014. Un'azione che scatenò la guerra contro il direttore generale

Nuova sentenza a favore dei dipendenti della d'Annunzio, assistiti dall'avvocato Leo Brocchi, quella del giudice del lavoro del tribunale di Chieti, Ilaria Prozzo. L'ateneo è stato condannato a pagare a 170 dipendenti tecnico-amministrativi l'indennità mensile accessoria (Ima), dal 1° agosto 2014, ossia da quando era stata sospesa. Si tratta della seconda sentenza a favore dei lavoratori universitari, dopo quella dello scorso ottobre.

La "battaglia dell'Ima" era iniziata nell'estate di tre anni fa, quando il direttore generale Filippo Del Vecchio stabilì la sospensione dell'indennità, circa 300 euro, dopo le osservazioni del ministero dell'Economia. Gli ispettori ministeriali erano arrivati alla d'Annunzio l'autunno precedente, ma alla vigili delle ferie estive avevano inviato a Chieti le osservazioni, 150 pagine con le irregolarità riscontrati nei bilanci degli ultimi quattro anni. Tra queste, la mancata costituzione di un fondo accessorio, obbligatorio per legge, senza il quale non si sarebbero potuti versare 14 milioni di euro.

A quel punto, iniziò una battaglia legale tra i vertici di ateneo e i lavoratori, culminata con la pubblicazione dell'elenco dei dipendenti che, stando ai calcoli di Del Vecchio avrebbero percepito indennità non dovute. Anche quella vicenda finì in tribunale: gran parte di chi si trovava su quella lista denunciò il direttore generale per violazione della privacy e diffammazione, ma pochi giorni fa è arrivata l'assoluzione. Nel frattempo, la guerra fredda dei dipendenti con il direttore generale non si è mai placata, almeno fino all'interdizione sua e del rettore Carmine Di Ilio, che ha portato quest'ultimo alle dimissioni.

Intanto, pochi giorni dopo l'elezione del nuovo rettore Sergio Caputi, che i lavoratori hanno festeggiato come l'inizio di una nuova epoca dell'ateneo d'Annunzio, arriva la vittoria giudiziaria. L'ateneo dovrò pagare ai dipendenti l’Ima maturata nella misura prevista dal contratto integrativo del 2005, ovvero 300 euro al mese per i dipendenti di categoria D, 280 euro per i dipendenti di categoria C e 250 euro per la categoria C, oltre a rivalutazione monetaria ed interessi legali. L’ateneo è stato inoltre condannato a pagare le spese di lite.

Secondo il giudice l’ateneo non poteva unilateralmente privare i lavoratori di un trattamento retributivo, ovvero l’indennità mensile accessoria, spettante per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

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