Università: accordo con la Finanza contro i furbetti delle borse di studio

Convenzione fra Fiamme Gialle e D'Annunzio per controllare le autocertificazioni presentate dagli studenti per accedere ai fondi destinati ai meritevoli privi di mezzi. Controlli incrociati fra anagrafe tributaria e banche dati

Una collaborazione fra università, comando regionale della Guardia di finanza e Adsu (Azienda per il diritto agli studi universitari) per combattere i furbetti in cerca di borse di studio facili. L’accordo è stato firmato stamani (mercoledì 20 gennaio) dal rettore della D’Annunzio, Carmine Di Ilio, e dal comandante delle fiamme gialle Francesco Attardi.

Per tre anni accademici a cominciare da quello in corso, i finanzieri avranno i nominativi di tutti gli studenti che abbiano presentato l’autocertificazione per ottenere benefici sulle tasse. Fra questi opereranno una serie di controlli a campione incrociando quel che emerge dalla documentazione presentata al momento dell’iscrizione e le banche dati a disposizione dei militari. Oltre che all’anagrafe tributaria, i controlli scatteranno anche su eventuali veicoli o immobili intestati al nucleo familiare dello studente.

L’obiettivo è scovare - e segnalare alla procura qualora ce ne fosse bisogno - tutti coloro che dichiarano all’ateneo un tenore di vita più basso per accedere ai fondi destinati ai meritevoli privi di mezzi. Ma non solo: l’azione della finanza vuole fungere da monito a tutti coloro che sono tentati dall’ottenere soldi senza averne un reale bisogno.

I beneficiari della borsa di studio, infatti, ricevono una quota alloggio che ammonta a circa 1.500 euro, più una per le spese di sostentamento che si aggira intorno alle 3 mila euro. Chi invece risulta idoneo, ma non ottiene la borsa per mancanza di fondi, riceve il rimborso della tassa regionale e dei contributi universitari, oltre a poter usufruire gratis del servizio mensa.

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Smascherare gli imbroglioni permetterà di riassegnare i fondi agli studenti che hanno realmente bisogno della borsa di studio e che restano esclusi dalla graduatoria per una manciata di punti. Ogni anno dei 34 mila studenti della D’Annunzio circa 3 mila fa richiesta per accedere alle borse di studio, ma l’azienda per il diritto agli studi universitari riesce a soddisfare solo la metà delle domande. 

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