Cronaca Chieti Scalo

Un chilo di Mdma nella cinta: droga dello sballo sequestrata

Tre persone perquisite e arrestate nei pressi del casello di Brecciarola. Per i carabinieri l'ecstasy era destinata agli ambienti universitari e ai locali della movida

Il comandante del nucleo investigativo, Emanuele Mazzocca e il comandante del reparto operativo, Vincenzo Maresca

Sono stati fermati nei pressi dell’uscita autostradale a Brecciarola con un chilo di ecstasy addosso, l’equivalente di circa 5mila dosi, destinate agli ambienti universitari e alla movida cittadina, secondo i carabinieri del Nucleo Investigativo del comando Provinciale di Chieti che hanno condotto le operazioni. Dosi che sul mercato avrebbero fruttato almeno 150mila euro.

I carabinieri, che da settimane monitoravano alcuni ambienti dello Scalo, sono intervenuti ieri pomeriggio (giovedì 26 febbraio), con la collaborazione dei colleghi di Roma, fermando tre cittadini bulgari a bordo di una Volkswagen Tuareg, intestata a un loro connazionale, all’uscita dell’autostrada A25.  Uno di loro, occultati in una cartucciera tenuta stretta in vita da una pellicola trasparente (foto), aveva addosso due involucri contenenti rispettivamente mezzo chilo di ecstasy sotto forma di cristalli (MDMA). Per mascherare il forte odore acre della droga, sugli involucri era stato spalmato del grasso.

In manette sono finiti tre soggetti nuovi alle forze dell’ordine italiane: K.C., 28 anni, N.R. 26 e A.G., 37: tutti e tre alloggiavano in un albergo di Fiumicino, il che lascia presupporre che, non avendo residenza fissa, facessero la spola tra la Bulgaria e l’Italia a seconda delle ‘consegne’ da fare.

E ieri l’ingente quantitativo di ecstasy sarebbe dovuto arrivare a Chieti Scalo nelle mani di qualche pusher che lo avrebbe smistato presumibilmente negli ambienti universitari e nei locali serali a Chieti e Pescara, come ha affermato in conferenza stampa il maggiore Vincenzo Maresca, comandante del Reparto Operativo di Chieti. “Dalle analisi di laboratorio – ha aggiunto Maresca - è emerso che la metanfetamina sequestrata aveva un principio attivo altissimo: si tratta di una sostanza sintetica molto pericolosa per il sistema nervoso. All’estero viene chiamata anche ‘droga dello stupro’ perché, se presa in grandi quantità, può facilitare le aggressioni sessuali: le vittime infatti, una volta assunta la sostanza nella bibita, perdono la cognizione di quello che succede e non ricordano”. Si tratta di una droga anche abbastanza accessibile dal momento che una dose può costare circa 30 euro. “Gli effetti però - spiegano ancora i carabinieri - possono essere letali: se assunta insieme ad alcolici la metanfetamina può portare a veri e propri shock in grado di causare anche la morte”. Le indagini dei carabinieri di Chieti ora vanno avanti per individuare altri soggetti coinvolti. Gli arrestati invece si trovano nella casa circondariale di Madonna del Freddo, a disposizione del pm Falasca: dovranno rispondere di detenzione e traffico di droga. droga pancia-2

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