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Ufficio sismico a Chieti senza dirigente, l'Ordine degli Ingegneri: "Ennesima spoliazione?"

Manca il personale qualificato, il responsabile di servizio è condiviso con la sede di Sulmona: il presidente Centofanti interviene sulla situazione delle pratiche all'ufficio del Genio Civile

Altro che sicurezza e tutela nei confronti del rischio sismico. A Chieti e provincia è richiesta l’applicazione di norme severe ma mancano le figure preposte al controllo. Che sia l’anticamera dell’ennesima spoliazione, stavolta sulla pelle dei cittadini? Se lo chiede l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Chieti intervenendo sulla situazione delle pratiche all'ufficio del Genio Civile, in relazione alla nuova legge sismica regionale, la 29 del 2011: ‘Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche’. La legge impone che il rilascio dell’autorizzazione sismica debba essere effettuato esclusivamente da personale altamente qualificato e in numero adeguato: condizioni che a Chieti e provincia sembrano non esserci.

L'ALLARME DEGLI INGEGNERI - Secondo quanto denuncia il presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Nicola Centofanti, l’ufficio sismico della Provincia di Chieti al momento è in una situazione critica. Sprovvisto di un dirigente – unico caso in Abruzzo -,  con un responsabile di servizio che si divide con la sede di Sulmona, trascorrendo negli uffici di Chieti a malapena tre mattine a settimana, con nessun laureato in Ingegneria assunto (i tre esterni hanno un contratto in scadenza a fine settembre) e sette tecnici di Abruzzo engineering tra architetti, ragionieri, geometri, Centofanti si chiede come l’ufficio sismico di Chieti possa assolvere ai suoi compiti. Tra la sede principale e quella distaccata di Lanciano ad oggi sono circa 250 le pratiche da istruire (da circa 200 mila euro ognuna in media), a Lanciano il controllo delle opere a deposito e il trasferimento dei progetti di autorizzazione a Chieti sono affidati a un istruttore amministrativo, un perito agrario e un geometra.

“Richiedere ai tecnici professionisti l’applicazione di norme e procedure severe e costose per garantire la sicurezza dei cittadini è corretto – afferma l’ingegner Centofanti – ma è paradossale che l’ente che emana le stesse sia sprovvisto di personale qualificato e che questo rallenti l’economia di un’intera Provincia. Se la sicurezza e l’incolumità dei cittadini si dimostra anche con l’efficienza dell’organizzazione della macchina amministrativa, possiamo solo dire che i teatini sono italiani di una serie minore. Forse – conclude – si intende spogliare ulteriormente  la nostra provincia di uffici, servizi e rappresentanze, accorpando anche gli uffici sismici a quelli di qualche realtà limitrofa?”.

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