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Tua, protesta in arrivo: fumata nera al tavolo prefettizio

I sindacati lamentano l'assenza di un piano industriale, organico e organigramma sono un'incognita. E si annuncia protesta

Fumata nera ieri (martedì 26 aprile), in prefettura, nel tentativo di conciliazione per evitare lo sciopero dei dipendenti di Tua. Davanti al funzionario delegato al prefetto Antonio Corona, le segreterie regionali di Fit Cisl (Alessandro Di Naccio), Uil Trasporti (Giuseppe Murinni) e Faisa Cisal (Luciano Lizzi) hanno spiegato le regioni della vertenza 

“La situazione della Tua spa - dicono i sindacati - nata con i buoni auspici di un contratto di secondo livello con cui i lavoratori hanno deliberatamente accettato da un lato di accrescere la produttività e dall'altro di sacrificare una parte del salario, stenta a vedere definito un piano industriale ed attuato un modello organizzativo capace di creare linearità gestionale e certezza di risultati”. 

I sindacalisti denunciano “troppi tentennamenti” di fronte alle istanze rivolte al consiglio di amministrazione e, di rimando, all’azionista Regione Abruzzo. “Così - spiegano - le organizzazioni dei lavoratori si trovano ad affrontare da un lato il crescente malcontento dei dipendenti che vedono sciupati i propri sacrifici e dall'altro la confusione che dilaga in ogni ambito aziendale. Il piano industriale presentato nella prima fase della fusione e che evidenziava diverse lacune non è stato ancora aggiornato; l'organico e l'organigramma sono ancora una grande incognita. Permangono ancora tutte le diseconomie gestionali della prima ora post-fusione”. 

Inoltre, secondo quanto lamentato al tavolo, l’azienda avrebbe attuato una “progressiva azione di disinteressamento alle attività commerciali”, in particolare abbandonando importanti relazioni di traffico verso Roma, i servizi di noleggio, la linea per Bologna. “Vi sono poi i servizi ferroviari - proseguono - che vengono esercitati con sempre maggiori difficoltà e che ormai rischiano la paralisi per mancanza oggettiva di materiale rotabile e uomini. Questo quadro disarmante è aggravato ulteriormente da una cronica difficoltà finanziaria che pone sul mercato la Tua spa con una nomea di "cattivo cliente" per le ditte che le forniscono beni e servizi con le conseguenze che tutti possono immaginare”.

“Questo scenario impietoso - incalzano - impone uno stop deciso prima che sia troppo tardi e che i sacrifici accettati e erogati dai dipendenti vengano dilapidati per una a dir poco ‘strana’ politica di gestione. Ci si auspica ora una presa di coscienza della situazione per ristabilire la rotta aziendale verso una meta di successo per il bene dei lavoratori e della collettività d’Abruzzo. Riordino dei servizi, efficienza dei mezzi di servizio, organizzazione del lavoro, cancellazione di sacche di improduttività sono concetti sulla carta e nelle dichiarazioni da tutti condivisi ma che, nella realtà, stentano a trasformarsi in fatti concreti”. Ecco perché le organizzazioni sindacali promettono battaglia.

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