Cronaca Lanciano

Ha sottratto ai clienti i risparmi di una vita: promotore finanziario infedele a processo

La Guardia di Finanza di Lanciano ha recuperato a tassazione oltre 320 mila euro sottratti a ventidue risparmiatori

Ha truffato numerosi piccoli risparmiatori ai quali, tradendo la fiducia riposta nei suoi confronti, ha sottratto somme di denaro destinate ad essere investite in strumenti finanziari pubblicizzati come altamente remunerativi. Molte delle persone truffate avevano affidato a F.S. anche risparmi di una vita di lavoro, con la promessa di un guadagno sicuro in tempi brevi. 

Scoperto dalla Guardia di Finanza di Lanciano, il promotore finanziario infedele per un primario istituto di credito con filiale a Lanciano sarà sottoposto a processo. Il prossimo 18 settembre ci sarà l’udienza preliminare del procedimento penale acceso presso la Procura di Lanciano, relativo alla truffa ordita da F.S..

La truffa

In piena violazione del mandato fiduciario, F.S. si faceva consegnare le somme da investire che in seguito venivano distratte a beneficio personale della provvista in essi recata, attraverso l’emissione di assegni bancari a firma falsa dei clienti e/o di assegni circolari a firma falsa dei clienti nel modulo di richiesta.

La valuta distratta veniva occultata esibendo documenti di sintesi di portafoglio risultati falsi, ed incamerata su conti bancari riferibili all’indagato. In seguito alle indagini, al broker è stata inibita l’attività di intermediario finanziario previa cancellazione dal relativo albo ministeriale.

I militari della Compagnia di Lanciano, conclusa l’indagine penale, hanno portato a termine nei giorni scorsi anche la relativa parte fiscale.
“Avvalendosi, infatti, dell’art. 14 comma 4 della Legge 537/1993, - si legge in una nota del Comando provinciale della Guardia di Finanza - sono stati ricondotti a tassazione come reddito imponibile della persona fisica, le somme di denaro indebitamente sottratte ed accertate in sede penale, qualificandole come provento da attività illecita.   
L’attività di indagine, inquadrandosi perfettamente nell’alveo dei compiti istituzionali affidati al Corpo a tutela dell’economia legale, ha avuto un continuum grazie all’approccio trasversale seguito, assicurando il truffatore in questione, non solo al giudizio penale ma anche alla pretesa dell’Erario”.
 

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