Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

"Truffa al Comune sui fondi europei": la richiesta dei 6 milioni per la riqualificazione dell'ex Eden non è mai stata presentata

Il vice sindaco De Cesare accusa l'euro progettista Scognamiglio di aver presentato all'ente documenti falsi, ma il consigliere leghista Di Stefano la difende: "Lesa la sua professionalità"

I 6 milioni di euro di fondi europei per la riqualificazione di Palazzo Massangioli e dell'ex cinema Eden non arriveranno mai. E non perché la commissione giudicatrice ha bocciato il progetto presentato dal Comune. Ma perché la richiesta per accedere a quei fondi, in realtà, non è mai stata inviata. Il Comune, insomma, non ha mai partecipato al bando Open Heritage

E, ora, l'ente annuncia che porterà il caso all'attenzione della magistratura, a tutela della sua immagine. La eclatante rivelazione è stata fatta questa mattina, in conferenza stampa, dal vice sindaco e assessore alla Cultura, Paolo De Cesare, che tuona: "Siamo vittime di una grave truffa, che ha danneggiato l'immagine di Chieti". Con lui c'erano i capigruppo Silvia Di Pasquale, Vincenzo Ginefra e il consigliere Valerio Giannini. 

I fatti. 

Subito dopo l'insediamento della giunta Ferrara, l'europrogettista Imma Scognamiglio, a cui era stata affidata la delega dalla precedente amministrazione, si presenta al nuovo primo cittadino, per discutere del progetto. Si tratta della risposta al bando dell'Uia, segretariato distaccato della Commissione Europea, decisa il 24 ottobre 2019 dalla giunta Di Primio. 

A quel punto, si delinea un team di professionisti ed enti per lavorare al progetto, fra cui: Studiomec Srl, Associazione suoni del Sud, l’Università di Chieti, la società Enginery e Municipia Spa, che ha addirittura anche vincolato 200.000 euro come quota di compartecipazione.

Il 12 dicembre del 2019 scadono i termini di presentazione e, a luglio, fra le città italiane prescelte Chieti non c’è. Cominciano corrispondenze e relazioni con la project manager delegata dal sindaco Di Primio, Imma Scognamiglio, che presenta una serie di documentazioni al Comune circa l’imminente arrivo dei fondi,

In particolare, la consulente presenta documenti e relazioni che, per il vice sindaco sarebbero "tutte frottole". Assicura che il Comune di Chieti è stato scelto per ricevere i finanziamenti utili a portare aventi il progetto e, addirittura, ha ottenuto una "stella di eccellenza con un budget extra" per il progetto. In realtà, il bando si è chiuso la scorsa estate, con l'annuncio delle città vincitrici.

Quando la nuova giunta inizia a prendere contezza dei progetti in corso, l'assessore De Cesare si accorge che qualcosa non va. Così, prima chiede una relazione sullo stato dell'arte, arrivata il 2 dicembre 2020. Dopodiché, sollecita gli uffici a contattare il segretariato della Commissione europea, per avere qualche risposta e sapere quando arriveranno i fondi. 

Intanto, fra i documenti prodotti dalla europrogettista al Comune, c’è una lettera con carta intestata dell’Unione europea, a firma del direttore del Segretariato Tim Caulfield, in cui questi le comunicava che la stella di eccellenza era confermata e sarebbero arrivati i fondi. "Una lettera che - attacca De Cesare - effettuate le verifiche, risulta un documento palesemente falso, come ho potuto verificare contattando il dottor Raffaele Barbato, il coordinatore del progetto, che mi ha confermato che Chieti non ha mai partecipato, che dopo la registrazione il progetto non è stato caricato in piattaforma, che non esiste alcuna stella di eccellenza perché non è stato nemmeno mai nemmeno oggetto di valutazione, cosa che ci viene confermata tramite mail, da Vangelov il 3 dicembre, perché dopo la registrazione non è stato caricato alcun foglio di conferma in piattaforma, come chiesto dal bando".

Insomma, il Comune di Chieti si è iscritto alla piattaforma per la presentazione del progetto, ma non lo ha mai caricato. E quella possibilità è andata sfumata per sempre. 

"Questa truffa - dice il vice sindaco - non è solo un grave danno d'immagine e una mancata chance, ma un danno anche per i partner importanti coinvolti, come l'università, che hanno lavorato a un progetto mai finalizzato. Il Comune non ha speso fondi propri, ma ci sono società che hanno avuto 200 mila euro per la compartecipazione vincolati fino a pochi giorni fa". 

I fondi

Secondo quanto ricostruito dal vice sindaco, fino a pochi giorni fa, l'europrogettista ha rassicurato lui e gli uffici sull'arrivo a stretto giro del primo acconto dei 6 milioni assegnati a Chieti. Ma non era vero e il Comune di Chieti, accusa ora De Cesare, "è stato esposto al pubblico ludibrio". 

La polemica politica

Proprio questo progetto era stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del candidato sindaco di centrodestra Fabrizio Di Stefano, che aveva organizzato anche un convegno con la Scognamiglio. "Ha ribadito in più occasioni - accusa De Cesare - che il finanziamento era già stato finalizzato. Non posso credere che ci sia stato il suo coinvolgimento - puntualizza - ma c'è stata ingenuità, nel credere a una storia che squalifica la politica e il mondo delle istituzioni".

La replica

Dopo la conferenza stampa, Di Stefano ha replicato: "De Cesare dice che con una mail dei primi di dicembre avrebbero avuto contezza che il progetto non sarebbe stato neppure presentato, tuttavia mi risulta che finanche la settimana scorsa siano arrivate e-mail in Comune, e che la progettista sia stata per questo convocata negli uffici dell’ente proprio in merito ad altre comunicazioni avute, ed evidentemente di natura differente sullo stesso progetto e provenienti da altri uffici della Commissione Europea. Allora mi domando: anziché fare questo eclatante annuncio alla stampa, perché non chiedere lumi alla stessa progettista con cui si è confrontato negli ultimi periodi più di una volta, l’ultima delle quali mi risulta proprio la settimana scorsa?". 

Di Stefano ribatte che, quando lui parlava dell'arrivo dei fondi europei, "mi è stato lungamente e pesantemente ribadito che, eventualmente, io non arei avuto nessun merito, poiché non ero né il progettista né l’amministratore comunale, e quindi non avevo alcun titolo per vantarmi del risultato acquisito. Oggi invece, che con una mail del mese di dicembre affermano che questo risultato non sarebbe stato raggiunto, io ne sarei il responsabile. A questo punto - aggiunge - mi permetto di suggerire di attendere ancora qualche giorno. Se l’attuale amministrazione dovesse avere ragione e confermata dai fatti, chiedo scusa alla città per la mia ingenuità di essermi fidato di chi non meritava; se invece, come sono convinto, ha ragione la progettista, il vice sindaco chieda scusa a lei e alla sua professionalità che oggi viene lesa, e auspichi nella sua generosità affinché la stessa non ricorra alle vie legali nei suoi confronti".

"Tutto questo lavoro di progettazione - rilancia il consigliere - non è costato neanche un euro alle casse comunali, e quindi la progettista ha lavorato solo per ottenere eventuale guadagno a successo conseguito, non capisco tutto questo clamore, direi che sarebbe altrettanto giusto allora manifestare lo stesso sdegno per una iniziativa analoga della fine di novembre, nella quale si annunciava un altro grande finanziamento per la città di Chieti. mi riferisco al progetto pubblicato sulla stampa il 29 novembre 2020 inerente un albergo diffuso e la valorizzazione di Chieti sotterranea, Teate@ntiqua 4.0, anch'essa pari a 5 milioni di euro. Mi giunge notizia che questo progetto non sia stato dichiarato vincente, e dunque anche su questo il vice sindaco De Cesare terrà una conferenza e accuserà chi se ne è vantato sulla stampa e sui mezzi di comunicazione?".

Di Stefano, poi, lancia l'affondo finale, accusando l'amministrazione di rispondere, con la conferenza stampa di questa mattina, "alle precise accuse di incapacità amministrativa che la scorsa settimana, come gruppo consiliare Lega, abbiamo rivolto all’attuale giunta, e addirittura non vorrei nemmeno che si tenda a distogliere l’attenzione da un vergognoso atto compiuto da un assessore di questa amministrazione, nei confronti della nostra collega consigliera comunale Emma Letta. Un atto che a parti invertite avrebbe richiesto la fustigazione in pubblica piazza del responsabile".

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