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Intascavano i soldi e poi tornavano all'estero: denunciati in quattro

I soggetti indagati durante la permanenza in Italia richiedevano all'Inps competente la prevista pensione minima, aprendo contemporaneamente un conto corrente o libretto. Indebite percezioni di assegni sociali per 71mila euro

La Guardia di Finanza di Chieti ha denunciato quattro persone per aver percepito indebitamente assegni sociali per 71.444,81 euro.

La truffa è stata scoperta attraverso l’analisi dei dati Inps con quelli del registro dell’Anagrafe degli Italiani residenti all’Estero (A.I.R.E.) e poi dai dati acquisiti dalle banche dati tessera sanitaria e anagrafe tributari. Questi ultimi hanno permesso di acclarare che la tessera sanitaria non aveva un costante utilizzo, cosa che mal si conciliava con l’età avanzata del titolare, nonché il rilascio del codice fiscale poco prima della richiesta del  beneficio.

I soggetti indagati, durante la permanenza in Italia richiedevano all’Inps competente la prevista pensione minima, aprendo contemporaneamente un conto corrente o libretto bancario/postale dove far confluire le somme indebitamente spettanti.

Tutto sembrava in regola, con un piccolo particolare, la residenza dei soggetti in Italia non aveva il carattere della fissa dimora. Infatti, raggiunto lo scopo ed ottenuto quindi il riconoscimento dell'assegno sociale, i beneficiari rientravano nel loro paese di provenienza con i soldi percepiti in Italia.

I quattro anziani sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per truffa ai danni dello Stato per aver indebitamento percepito provvidenze pubbliche, disposta anche la confisca di alcune proprietà mobiliari ed immobiliari.

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