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"Ciao nonna, puoi pagare per ritirare il mio pacco?", ma è un inganno: arzilla vecchietta fa arrestare due truffatori

La signora ha accettato di pagare 2.500 al fantomatico corriere che le avrebbe suonato a casa, ma nel frattempo ha contattato la questura

"Ciao nonna, puoi pagare 2.500 al corriere per ritirare il mio pacco?". È questa la telefonata che un'arzilla nonnina di Chieti Scalo ha ricevuto ieri mattina da un giovane che si è finto il nipote. Un trucco sempre più diffuso e che purtroppo, in molti casi, riesce a fruttare ai malfattori denaro contante o preziosi. 

Fortunatamente, questo episodio ha avuto un lieto fine e i malviventi sono finiti in manette: si tratta di O.S., 19 anni, e C.G., 28, residenti a Napoli.

La signora ha finto con l'interlocutore di non accorgersi che quello non fosse il nipote, accettando di saldare la somma al corriere che si sarebbe presentato a casa sua. Ma, intanto, ha cercato di capire se si trattasse di un inganno. 

Grazie a un conoscente, è riuscita a contattare la sala operativa della questura, che ha immediatamente allertato gli agenti della squadra mobile di Chieti. I poliziotti si sono messi in moto rapidamente, riuscendo ad arrivare prima che il truffatore suonasse al campanello dell'anziana. 

Quando questo, come da copione, si è presentato alla porta qualificandosi come il corriere e pretenendo la riscossione dei 2.500 euro, i poliziotti sono intervenuti, controllando il pacco che stava per consegnare, che non conteneva nulla di prezioso, ma semplicemente pacchetti di cracker. 

Così, il giovane è finito in manette, insieme alla donna che lo aspettava fuori dall'abitazione dell'anziana, alla guida di un'auto presa a noleggio in Campania. Gli investigatori pensano che possa essere coinvolto un altro uomo, autore della telefonata con cui la banda ha preso i contatti con la vittima prescelta. 

Intanto, i due giovani sono finiti in manette per tentata truffa pluriaggravata, mentre è stato sequestrato il vecchio telefonino utilizzato per chiamare l'anziana. 

L'indagine continua: si cerca di capire se i due siano coinvolti in altri colpi simili in provincia di Chieti. 

Truffe agli anziani: il decalogo per non farsi ingannare

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