Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Traffico illecito di carburante ed evasione, perquisizioni anche a Chieti dove c'era una delle società "cartiere"

In manette è finito un imprenditore del Teramano accusato di frode fiscale. E' indagato con altre sedici persone per importato 30 milioni di litri di gasolio grazie a società fittizie e fatture inesistenti, rivendendolo alle "pompe bianche" con prezzi sleali

Anche Chieti è coinvolta nell' indagine, denominata "Meduse al sole", coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova, che ha consentito di individuare un'associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di frodi fiscali "carosello" nel settore del commercio dei carburanti per autotrazione. In manette è finito un imprenditore del Teramano accusato di frode fiscale. E' indagato con altre sedici persone. Avrebbero importato 30 milioni di litri di gasolio grazie a società fittizie e fatture inesistenti, rivendendolo alle "pompe bianche" con prezzi sleali.

Questa mattina i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Padova hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere e a un decreto di sequestro preventivo per equivalente fino a concorrenza di 5,8 milioni di euro, emessi dal gip di Padova.

Secondo quanto ricostruito, la frode veniva attuata mediante la creazione di società "filtro" e "cartiere" incaricate, queste ultime, di emettere false dichiarazioni d'intento nei confronti di depositi commerciali con qualifica di "destinatario registrato" nonché fatture per operazioni inesistenti nei confronti di "società filtro". Il sistema di frode, oggetto anche degli approfondimenti giornalistici compiuti di recente dal programma televisivo Report, ha consentito a otto società "cartiere" con sedi a Chieti, Roma, Capua (Ce) e Sabaudia (Lt) facenti capo all'organizzazione criminale, appositamente costituite e cessate dopo pochi mesi di attività, di omettere il versamento di quasi 6 milioni di euro di Iva dovuta, in relazione al commercio di oltre 30 milioni di litri di carburanti, acquistati in soli dieci mesi da depositi comunitari, ubicati in Slovenia e in Croazia.

Una volta immesso in consumo nel territorio nazionale, il carburante veniva destinato alla rete di distributori delle cosiddette "pompe bianche".

Diciassette le persone in totale indagate e decine le società coinvolte dai traffici illeciti realizzati dall'organizzazione che si è avvalsa di prestanome per la formale intestazione delle società "filtro" e "cartiere" nonché delle prestazioni di nazionalizzazione dei prodotti di origine comunitaria rese da compiacenti depositi commerciali di prodotti petroliferi. Nel corso delle indagini sono state effettuate decine di perquisizioni che hanno interessato persone e società nelle province di Padova, Venezia, Roma, Milano, Pescara, Teramo, Chieti, Bari e Salerno ed hanno permesso di operare il sequestro di una lussuosa villa (con piscina e annesse scuderie) nel teramano del valore stimato in oltre un milione di euro, saldi di conto corrente e di beni mobili, tra cui tre autovetture, orologi marca Rolex, gioielli e numerosi apparati informatici e telefoni cellulari, riconducibili al dominus dell'organizzazione.
 

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