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Tradizioni e riti d'Abruzzo: la presentosa

Il gioiello veniva donato alle ragazze sin dalla Prima comunione, con simboli diversi in base al mittente e al significato del dono

Non c’è abruzzese che non abbia visto, al collo di mamme e nonne, un ciondolo della presentosa, il gioiello tipico della zona. Sembra che il primo a battezzarla fu Gabriele d’Annunzio, che così la chiamò nel romanzo Il Trionfo della morte, del 1894, anche se il termine esisteva già dal secolo precedente. 

Il motivo predominante del gioiello, dentellato e con filature di filigrana, è il cuore, riprodotto in diverse varianti a seconda della donna che lo riceve. Tendenzialmente, alle giovani fidanzate si regalava quello con due cuori, alle maritate due cuori con mezzaluna. 

Non c’era un’occasione particolare per donare il ciondolo, che non veniva regalato soltanto dal promesso sposo o dal marito, ma anche in occasione dei Sacramenti, e in quel caso al centro c’era la colomba dello Spirito Santo. 

Ancora oggi gli orafi d’Abruzzo realizzano questi gioielli preziosi, dando spazio alla fantasia per ornarli con eleganza sempre maggiore.

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