Cronaca

Tifosi neroverdi contro sindaco e società, salta l'incontro in Comune

Dopo la durissima contestazione al presidente Giacomini, gli Ottantanove mai domi in una nota chiedono un intervento concreto per salvare i colori della città, visto che il Chieti calcio, dopo 5 giornate, è ancora fermo a 0 punti

Immagine di repertorio

Mentre il Chieti calcio, dopo 5 giornate di campionato, è ancora immobile in fondo alla classifica della serie D con 0 punti, cresce in città il malumore per le sorti della prima squadra cittadina (visto che la seconda, il Chieti F.C. di Giulio Trevisan, al contrario è saldo in vetta alla classifica di Promozione). Prima l’opposizione che chiede addirittura di revocare l’uso dello stadio Angelini. Poi i tifosi storici, il gruppo Ottantanove mai domi, che diffondono un comunicato durissimo nei confronti del sindaco. Gli stessi, domenica, sono stati protagonisti di una durissima contestazione nei confronti del presidente Mauro Giacomini, costretto ad uscire dallo stadio da un’uscita secondaria, scortato dalla polizia, un’ora dopo il termine della partita.

Questa mattina (mercoledì 5 ottobre) era stato fissato un incontro fra Umberto Di Primio e alcuni esponenti della tifoseria neroverde, ma la riunione è saltata all’ultimo minuto per indisposizione di uno dei partecipanti. Al momento, non si sa se e quando verrà recuperata. 

Quel che è certo è che i tifosi più accaniti, ma non solo loro, chiedono un intervento forte e concreto per salvare i colori della città. “Non vogliamo diventare la barzelletta d’Italia”, è il commento più frequente nelle chiacchiere sotto i portici, nelle discussioni sui social network, nei comunicati “ufficiali” della tifoseria. 

Gli Ottantanove mai domi, in particolare, lamentano di essere presi in giro dal primo cittadino che, a loro dire, sosterrebbe che siano gli unici a non voler più l’attuale assetto societario alla guida della prima squadra cittadina. Rivendicano il loro impegno politico e per tamponare i danni dello stadio Angelini: “Questi quattro gatti - si legge - sono gli stessi che puliscono lo stadio, che ricordiamo essere comunale, e gli stessi che si adoperano per tenere alto il nome della città in giro per l’Italia”. 

I tifosi chiedono che venga soddisfatto quello che, per loro, è un diritto, ossia “la tutela della città che questa vergognosa società sta umiliando”, e si scagliano contro il presidente Giacomini, accusandolo neanche troppo fra le righe, di stare pensando ai propri interessi, contro quelli della città e dei tifosi neroverdi. 

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