Cronaca Chieti Scalo

Thales occupata, i lavoratori: "Forte celebri qui la messa di Pasqua"

La proprietà ha confermato la volontà di dismettere il sito di Chieti. I lavoratori trascorreranno le festività in azienda. L'appello all'arcivescovo

Trascorreranno anche la Pasqua in via Mattei i lavoratori della Thales, da martedì in sciopero a tempo indeterminato. Dopo l’incontro al ministero dello Sviluppo Economico l'azienda ha infatti confermato la volontà di dismettere il sito di Chieti per poi trasferire le attività inerenti la Difesa presso altri stabilimenti del gruppo.  Nelle prossime ore i lavoratori chiederanno al vescovo di Chieti di celebrare la Santa Messa Pasquale presso la sala mensa della Thales.

“Tutti assieme, i lavoratori Thales trascorreranno le prossime giornate in fabbrica con l'obiettivo di suggellare il legame indissolubile con il posto di lavoro – spiega il segretario generale Fiom Davide Labborzzi - Infatti, a conclusione di una intensa discussione, sviluppatasi in assemblea sindacale, si è deciso, di concerto con le organizzazioni sindacali e la Rsu di stabilimento, di proclamare uno sciopero di tutte le attività”.

La delegazione sindacale ha ribadito la totale contrarietà al piano industriale attuale della Thales e si impegnerà a procedere per l’azzeramento dello stesso.  “Le Istituzioni, in primis il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, hanno mostrato impegno e determinazione al fine di evitare la chiusura di Chieti, ma l'azienda, affetta da miopia politica, ha deciso di andare dritta per la sua strada. Va inoltre sottolineato - aggiunge il segretario Fiom - che la Thales rappresenta per l'intero territorio l'opportunità' per consentire al sistema industriale di tenere alto il livello della qualità del lavoro, inteso come capacità di progettare innovazione, di fare ricerca e di produrre cultura”.

La Thales ha già annunciato i trasferimenti: il ramo Star Mille sarà ceduto alla società malese Sapura; i 26 dipendenti resteranno a Chieti per almeno due anni. Altri 30 saranno trasferiti fra Gorgonzola e Sesto Fiorentino. Gli altri, nel giro di pochi mesi, avranno lo stesso destino.

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