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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Lanciano

Terna chiede 50 milioni al perito industriale Di Pasquale

Il tecnico da sempre in prima linea contro l'elettrodotto Villanova-Gissi si è trovato con 50 citazioni a suo carico

Dopo Silvia Ferrante, diventata il simbolo della lotta dei cittadini contro l’elettrodotto Villanova-Gissi, Terna cita in tribunale anche Antonio Di Pasquale, il perito industriale da sempre in prima linea nella battaglia contro la multinazionale. 

Questa mattina (venerdì 4 marzo) il perito è entrato nel tribunale di Lanciano con 50 citazioni a suo carico e una richiesta di risarcimento danni superiore a 50 milioni di euro. “Da una ricerca fatta in rete - commenta - non è mai stato chiesto a una persona fisica un risarcimento danni di questa portata”.

Ma perché Terna chiede un risarcimento ad Antonio Di Pasquale? La società lamenta presunti danni subiti nel ritardare l’inizio dell’opera. “Ma il danno richiesto - commenta Di Pasquale - supera di gran lunga la totale cifra pattuita a compensazione del danno ambientale arrecato dall’infrastruttura ai 13 Comuni interessati alla costruzione dell’opera, pari a 13 milioni 355 mila euro”.

Al momento, dunque, la citazione di Di Pasquale supera di gran lunga quella di Silvia Ferrante di Paglieta, a cui la società chiede 16 milioni, e di Aurelio Del Bello, di Lanciano, da cui pretende 2 milioni e 627mila euro, e sua moglie Franca Colanero, a cui chiede 1 milione e 313mila euro. Richiesta di risarcimento danni anche dai proprietari terrieri che si sono opposti all’immissione senza trovare un accordo con Terna: Vito Del Bello, Cinzia Del Bello, Antonio Paolucci, Vincenzo Di Lallo. 

Di Pasquale ironizza, spiegando che la somma che la multinazionale pretende da lui supera addirittura le taglie che, nel corso degli anni, sono state poste sul capo di criminali del calibro di Osama Bin Laden (25 milioni di dollari), Ayman al-Zawarhirj (25 milioni) o Abu Al-Bahdadj (10 milioni). “Si potrebbe trovare il paragone un po’ azzardato - spiega - ma in entrambi i casi attraverso il denaro si cerca di reprime la libertà individuale e di autodeterminazione della persona”.

E c’è un altro particolare che a Di Pasquale proprio non va giù: “Per iscrivere al ruolo tutte le citazioni - dice - Terna ha speso circa 99mila 474 euro, senza contare le spese legali. Se si pensa che che, come dalla stessa dichiarato all’Open Day di Pescara attraverso la Brochure dove si legge: 'Non è corretto affermare, come fanno alcuni, che Terna non voglia interrare le linee ad altissima tensione perché a Terna costerebbe di più', gli oneri degli investimenti di Terna vanno sulle bollette dei cittadini e delle imprese, quindi Terna giustamente pone grande attenzione al tema costi, perché i costi pesano sulla collettività. Allora c’è da chiedersi: questi maggiori oneri per la costruzione dell’opera, insieme a tutti gli altri per errori e/o “illegalità”, da chi saranno pagati, considerato inoltre che il 30% dei capitali della Società sono fondi pubblici?”.

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