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"Terre d'Oro" il giorno dopo: la maggior parte dei teatini dà fiducia a Di Primio

Tantissimi i commenti di solidarietà sulla bacheca del sindaco, indagato per corruzione, ma c'è anche chi lo critica, mentre pochi invitano alle dimissioni. Tanti si preoccupano per la salute dell'ambiente dopo quanto emerso dall'indagine Terre D'Oro e c'è chi punta il dito contro i magistrati

Il giorno dopo la bufera che ha travolto il Comune di Chieti, con il sindaco di Chieti indagato per corruzione nello stralcio di un’indagine sul presunto smaltimento illecito di rifiuti speciali, i teatini corrono a dire la loro sulla bacheca Facebook di Umberto Di Primio.

La maggior parte è garantista, esprime solidarietà al primo cittadino, augurandosi che venga confermata la sua estraneità a quanto gli viene contestato. Ma c’è anche chi, nonostante l’indagine sia ben lontana dall’essere chiusa, punta il dito contro il sindaco e tutta la politica. E in tanti si preoccupano di quanto l’ambiente e la salute degli abruzzesi possano risentire dei presunti illeciti commessi dai 24 indagati dell'inchiesta Terre D'Oro.

“Sindaco – scrive Pietro C. – lei sarà anche tranquillo per le sue vicende giudiziarie, ma non credo che noi cittadini dormiremo sonni tranquilli sapendo che il nostro splendido territorio è ormai ridotto a una discarica a cielo aperto”.

Riccardo F. esprime “massima fiducia” a Di Primio, esortando la pubblica opinione a “distinguere le due situazioni”, ovvero il filone principale dell’inchiesta Terre d’oro e la presunta corruzione contestata all’amministratore teatino. Massimo P. dice di non aver “mai avuto dubbi sulla morale e serietà del sindaco”, “qualità umane e politiche” rimarcate da Gianmarco M. e da Gianna D., che parla di “una persona assolutamente onesta”.

Rosaria O. lascia un pensiero per la persona, prima che per la figura istituzionale: “Finire in cronaca nazionale per presunti fatti criminosi è quanto di più brutto possa capitare ad una persona onesta, vuoi per le persone che rappresenta, vuoi per le persone care inevitabilmente coinvolte”.

Ada M. è più scettica: “Chi doveva vigilare su queste discariche, su questi permessi?”, chiede. Si scaglia in maniera colorita contro il primo cittadino Lio M., che fa sapere, in toni non proprio pacati, che non confermerà il voto a Di Primio alle prossime elezioni comunali. Anche Fatima O. non fa sconti al primo cittadino: “Adesso vediamo cosa ti inventi – scrive – e la legge farà il suo corso e speriamo che incominciano a togliere la vera immondizia”.

Pochi tirano fuori l’argomento più sussurrato degli ultimi due giorni, le dimissioni, ipotesi che, comunque, il sindaco non ha mai preso in considerazione. Donatello M., che chiede: “Dimissioni no?”. Anche Bianca B. pensa che “di fronte a tali fatti sarebbe almeno dignitoso dimettersi e aspettare che chi di dovere arrivi alla verità”. Ma Luca C. ribatte: “Se si dovessero dimettere tutti quelli che sono indagati, allora il Parlamento sarebbe vuoto”.

Mario D. sospetta che ci sia una “magistratura a orologeria”, che si lancerebbe in indagini contro i politici solo a ridosso delle competizioni elettorali; una tesi portata avanti anche da Gianmarco G., che parla di “infamate ridicole verso i veterani”, Massimo C., Alessandro P. e altri. Critica i giudici anche Cristina D., secondo cui “viviamo nell’epoca in cui il processo penale è ormai ridotto a una forma di reality”. Alessandro A. punta il dito contro i magistrati aquilani, che hanno fatto scattare le indagini sulla vicenda di Chieti: “Pensate al vostro capoluogo che sta veramente inguaiato”.

Daniele D., invece se la prende con gli oppositori politici del centrodestra attualmente in carica in città: “Ecco come vorrà vincere le prossime elezioni il Partito Democratico: eliminando la concorrenza! Come al solito!”.

Marco D., rimettendosi alla decisione della magistratura, rivolge alcune domande a Di Primio: “1) perché il parco fluviale non è mai stato realizzato? 2) perché si voleva a tutti i costi intervenire con edificazioni in terreni obiettivamente a rischio esondazione? 3) perché si trascura del tutto la drammatica situazione in cui versa il commercio del centro storico e si cerca di favorire ulteriormente la grande distribuzione che notoriamente non reinveste i propri profitti nel territorio?”.

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