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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Tassisti: Abagnale (Uritaxi) accusa il regolamento del Comune di Chieti

Per il presidente regionale Di Primio avrebbe stabilito regole senza consultarsi con il vicesindaco di Pescara, "mettendo nel caos" i conducenti teatini. "Non ci sono stalli per i tassisti di Chieti - dice - e si viola la legge nazionale"

Continua a distanza la guerra dei taxi, combattuta senza armi - a parte la zuffa di lunedì - ma appellandosi a regolamenti e decreti. Dopo l’accusa di Luigi Colalongo di Confartigianato Taxi contro il Comune di Pescara, reo a suo dire di non aver ancora individuato i 9 lavoratori da far turnare all’aeroporto d’Abruzzo, il presidente regionale Uritaxi Antonio Abagnale replica puntando il dito contro palazzo d’Achille.

“Il Comune di Chieti ha creato lo stato di agitazione fra i tassisti di Chieti e Pescara”, dice. E cita il decreto regionale 58 del 2 agosto scorso, che “prevede gli accordi tra i comuni per i regolamenti interni”, spiega Abagnale. “Invece il sindaco di Chieti ha pensato bene di fare un regolamento a suo piacimento senza consultare minimamente il nostro vice sindaco Fiorilli, mettendo così i tassisti teatini in mezzo al caos totale. Anche il nostro vice sindaco Fiorilli poteva fare un regolamento dove autorizzava i 9 tassisti di Pescara a caricare prima di quelli di Chieti, ma da persona seria quale è non lo ha fatto”.

In particolare il presidente regionale Uritaxi non digerisce il fatto che da anni il Comune di Pescara finanzi una colonnina in aeroporto, con un numero pescarese, “dove chiamano i pescaresi e chi risponde? – si chiede – Chieti? A questo punto – prosegue lo sfogo – che vengano direttamente a posteggiarsi alla stazione di Pescara, il principio è lo stesso”.

Per i tassisti pescaresi il decreto firmato da Umberto Di Primio è “illegittimo, perché non ci sono stalli per i taxi teatini e neanche gli accordi tra i Comuni che disciplinano i tassisti sia sulla modalità di carico sia quella di turnazione, violando inoltre la legge 91-92 del regolamento nazionale, che prevede che ogni tassista posteggi nel territorio dove viene rilasciata la licenza. La legge – prosegue - prevede anche che le chiamate taxi vengano prese sulla città dove viene rilasciata la licenza, l'aeroporto ricade su Pescara e San Giovanni Teatino. E allora Chieti con il suo Radio Taxi che farà, risponderà su altri comuni?. Per tutti questi motivi le altre Regioni in Italia hanno convenuto a far i posteggiare solo i tassisti dei Comuni dove ricade l'aeroporto”.

La diatriba non è finita: da lunedì i tassisti di Pescara saranno in stato d’agitazione, con un sit in sotto la sede della Regione di viale Bovio, nella città adriatica. I colleghi teatini, d'altro canto, rivendicano la legittimità del loro operato, appellandosi al regolamento dell'Enac, che consentirebbe a tutti i tassisti abruzzesi di lavorare allo scalo aeroportuale.

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