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Unidav: per il Tar non è legittimo il bando da 2 milioni e mezzo di euro

Per i giudici amministrativi l'ateneo telematico, poiché finanziato da soldi pubblici, deve essere considerato alla stregua di un ente pubblico

Il tribunale amministrativo di Pescara ferma l’affare dell’Unidav, l’università telematica Leonardo Da Vinci con sede a Torrevecchia. E, in particolare, dichiara illegittimo il bando con cui il gruppo slovacco della Sevs (Stredo Europska Vysoka Skola) ha portato 2 milioni e mezzo di euro nelle case della fondazione università d’Annunzio. 

La sentenza, pubblicata lunedì (27 giugno), nasce dal ricorso dell’università telematica partenopea Pegaso, che, pur senza partecipare al bando per quella teatina, si è rivolta agli avvocati Giovanni Di Giandomenico e Rita Ricciardi per impugnare l’avviso pubblico per il rilancio dell’ateneo online. 

E i giudici amministrativi, presidente Michele Eliantonio, consiglieri Alberto Tramaglini e Massimiliano Balloriani, hanno dato ragione ai campani. I giudici, in sostanza, dicono che l’operazione non è legittima, in quanto l’ateneo Da Vinci deve essere considerato come un ente pubblico, perché da risorse pubbliche è finanziato. Dunque, non può cedere la propria governance a chi offre di più. 

In particolare, viene contestato il fatto che la presenza di Sevs nel consiglio di amministrazione è maggioritaria. La sentenza, però, non è definitiva: il prossimo 7 ottobre saranno discussi i motivi aggiuntivi, visto che l’ateneo Pegaso ha impugnato anche i passaggi che hanno permesso alla Sevs di insediarsi a Torrevecchia.

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