Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Rifiuti e presunte tangenti: tutti a giudizio ma cadono le accuse di corruzione

Il giudice ha proceduto al proscioglimento. Nel caso di Di Stefano, che era accusato solo di corruzione, il reato è stato diversamente qualificato in millantato credito

Rinvio a giudizio per il deputato del Pdl Fabrizio Di Stefano, l'ex assessore regionale alla sanità Lanfranco Venturoni e gli imprenditori Rodolfo e Ferdinando Di Zio. La decisione del gup del Tribunale di Pescara è arrivata dopo una camera di consiglio durata 24 ore.

La vicenda è quella riguardante l'inchiesta sui rifiuti attorno alla realizzazione a Teramo di un impianto di bioessiccazione, che il 22 settembre 2010 portò all'arresto di Venturoni e Rodolfo Di Zio.

Per gli imputati accusati di corruzione il giudice ha proceduto al proscioglimento da questo reato. Nel caso di Di Stefano, che era accusato solo di corruzione, il reato è stato diversamente qualificato in millantato credito o traffico di influenza. Secondo il legale dell'onorevole, Massimo Cirulli, alla luce di questa decisione non ci sarebbero le condizioni per dare il via ad un processo.

Tutti gli altri dovranno rispondere di peculato, abuso d'ufficio, turbativa d'asta. Tra gli imputati rinviati a giudizio, c'è anche anche l'ex amministratore delegato della societa' 'Team', Vittorio Cardarella.

Il processo prenderà il via il prossimo 23 ottobre davanti al tribunale collegiale di Pescara.

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