Abruzzo quindicesima regione in Italia per numero di tamponi: 68 al giorno

L'analisi della fondazione Gimbe regione per regione. La Fondazione richiama le regioni a estendere il numero dei tamponi e chiede al Governo di definire una soglia minima giornaliera di test

Con 68 tamponi al giorno ogni 100mila abitanti, eseguiti dal 22 aprile al 6 maggio 2020, l'Abruzzo è la 15esima regione in Italia nella classifica della Fondazione Gimbe di Bologna, che richiama le regioni a estendere il numero dei tamponi e chiede al governo di definire una soglia minima giornalieri di 250 test. Dei tamponi eseguiti nell'ultimo periodo in Abruzzo, il 58,8% sono diagnostici.

Nelle ultime due settimane la media in Italia è stata di 59 test per 100.000 abitanti al giorno, con notevoli variabilità regionali: dai 12 della Campania ai 130 della Valle D’Aosta. 

 “Il monitoraggio indipendente della fondazione Gimbe - afferma il presidente Nino Cartabellotta - rileva sia il costante e notevole alleggerimento del carico su ospedali e terapie intensive, sia il rallentamento sul fronte di contagi e decessi, tuttavia non ancora stabilizzati”.

In sintesi, nella settimana dal 30 aprile al 6 maggio i casi totali sono +10.866 (+5,3%) i decessi: +2.002 (+7,2%), i ricoverati con sintomi: -3.441 (-17,9%), in terapia intensiva: -462 (-25,7%).

“Rispetto alla ridotta pressione sugli ospedali, tuttavia – continua il presidente – il numero dei nuovi casi è influenzato dal numero dei tamponi eseguiti dalle regioni e pertanto soggetto a possibili distorsioni”.

Per tali ragioni la fondazione Gimbe ha condotto un’analisi indipendente sui dati della Protezione Civile che dal 19 aprile, oltre al numero totale dei tamponi, riporta per ciascuna regione il numero dei casi testati definiti come il totale dei “casi testati”.

In sintesi: i casi testati identificano i “tamponi diagnostici” e la differenza tra “tamponi totali” e “casi testati” corrisponde ai “tamponi di controllo”, effettuati sullo stesso soggetto per confermare la guarigione virologica o per altre necessità di ripetere il test. Dall’inizio dell’epidemia sono stati effettuati in Italia 2.310.929 tamponi di cui il 67,1% “diagnostici” e il 32,9% “di controllo”.

Le Regioni sono state suddivise secondo le 5 classi di propensione all’esecuzione dei tamponi di una recente analisi della Fondazione Hume, in relazione al numero di tamponi per 100.000 abitanti/die che risulta inversamente correlato alla mortalità.

Poiché il dato sui “casi testati” è stato oggetto di ricalcolo da parte di alcune Regioni fino al 21 aprile, il periodo di osservazione è stato fissato dal 22 aprile al 6 maggio.
 

tabella gimbe-2

"Le nostre analisi effettuate sugli ultimi 14 giorni – spiega ancora il presidente – forniscono tre incontrovertibili evidenze: innanzitutto, si conferma che circa 1/3 dei tamponi sono “di controllo”; in secondo luogo il numero di tamponi per 100.000 abitanti/die è molto esiguo rispetto alla massiccia attività di testing necessaria nella fase 2; infine, esistono notevoli variabilità regionali sia sulla propensione all’esecuzione dei tamponi, sia rispetto alla percentuale di tamponi“diagnostici”.


  Tamponi totali

La media nazionale di 88 tamponi per 100.000 abitanti/die colloca l’Italia nella classe di propensione 4 con notevoli differenze regionali:
o    Classe 1 (>250): nessuna regione
o    Classe 2 (130-250): Provincia autonoma di Trento, Valle D’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Friuli-Venezia Giulia
o    Classe 3 (100-129): Piemonte, Emilia-Romagna, Umbria, Liguria
o    Classe 4 (60-99): Lombardia, Marche, Basilicata, Toscana, Molise, Abruzzo, Lazio
o    Classe 5 (<60): Sardegna, Calabria, Campania, Sicilia, Puglia


Tamponi diagnostici 


o    A livello nazionale rappresentano il 67,1% dei tamponi totali, con ampie variabilità regionali: dal 25,3% della Campania al 98% della Puglia 
o    La media nazionale per 100.000 abitanti/die è di 59, con notevoli variabilità regionali: dai 12 della Campania ai 130 della Valle D’Aosta

I dati confermano la resistenza di alcune Regioni ad estendere massivamente il numero di tamponi, in contrasto con raccomandazioni internazionali.

Da qui l'appello di Cartabellotta per uno standard minimo di almeno 250 tamponi diagnostici al giorno per 100.000 abitanti: "Il Governo - conclude - oltre a favorire le strategie di testing, deve neutralizzare comportamenti opportunistici delle Regioni finalizzati a ridurre la diagnosi di un numero troppo elevato di nuovi casi che, in base agli algoritmi attuali, aumenterebbe il rischio di nuovi lockdown".

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