Continua l' "albericidio" allo Scalo: abbattuti cinque pini

L'assessore Colantonio: "Nessuna azione spregiudicata, erano pericolosi". Wwf e Conalpa: "Un danno al patrimonio e alla salute dei cittadini"

Cinque pini sono stati tagliati questa mattina dagli operatori incaricati dal Comune di Chieti in viale Abruzzo, dove stanno per iniziare i lavori di rifacimento dei marciapiedi. “Pini secchi e non più in grado di garantire l’elasticità” la spiegazione dell’Ufficio Lavori Pubblici.

Si poteva evitare? Per il Wwf, che non esita a definire quello che sta succedendo a Chieti Scalo un ‘albericidio’, evidentemente sì. “Siamo stati sul posto e gli alberi che abbiamo visto tagliare erano tutti privi di qualsiasi segno di patologia in essere” riferisce la presidente del Wwf Chieti Nicoletta Di Francesco, ricordando la strage di conifere consumatasi nelle ultime settimane su via Colonnetta e piazzale Marconi: “dove numerose piante sono state rase al suolo – spiega - e altre, peggio, trasformate in tristi colonnette quasi a scimmiottare il simbolo dello Scalo”.

Il 20 maggio scorso invece, in piazza Carafa, l’amministrazione comunale provvedeva a tagliare in via precauzionale altri sette alberi nel cortile della scuola “Mezzanotte”, dopo la caduta accidentale di un esemplare che aveva ferito un cittadino.

Non bastano le parole dell’assessore ai Lavori Pubblici Mario Colantonio a rassicurare circa la sostituzione degli alberi tagliati con altre essenze più adatte all’arredo urbano.

“Per alcuni di essi  - osserva la presidente del Wwf - sono scomparsi anche gli spazi prima occupati dal verde, ora diligentemente coperti dai rinnovati marciapiedi”.  Al suo disappunto si aggiunge quello di Alberto Colazilli, presidente di Conalpa,  il coordinamento nazionale per gli alberi e il paesaggio: “La distruzione di alberi sani e in ottimo stato di salute - commenta - è solo un danno per la città e per i suoi abitanti. I boschi in città sono fondamentali mitigatori del clima e formidabili combattenti contro l’inquinamento. Troppo spesso però nelle stanze del comando siedono quelli che noi chiamiamo i distruttori di ossigeno, quelli che cercano di impedirci di respirare. Solo così si spiegano certe scelte assurde, che provocano danno alla città e ai suoi abitanti”.

Colantonio però ribadisce in una nota stampa che la decisione di tagliare quei cinque alberi in viale Abruzzo non è stata repentina, dal momento che già in fase di progettazione di rifacimento dei marciapiedi l’Ufficio Tecnico del Comune ne aveva parlato con l’Ufficio Verde Pubblico e il Corpo Forestale dello Stato.  “Le medesime piante negli anni passati hanno causato danni sia a porzioni di tetto privati, che a canalizzazioni di pluviali di condominio. Nel periodo delle forti nevicate del 2012- ricorda l'assessore ai Lavori Pubblici -  ampie porzioni di rami caddero sulla pensilina ed autovetture sottostanti dando corso ad azioni risarcitorie contro il Comune, inoltre la flessione del fusto in alcuni punti ha determinato una spanciatura verso la carreggiata con innalzamento del marciapiede, disgregazione dei cordoli e, in alcuni casi, sfaldamento della rete fognante a causa delle radici”. Ravvisando forte preoccupazione per la possibile e improvvisa caduta, su viale Abruzzo quindi il Comune ha deciso di procedere come prima cosa al taglio delle piante.

E ora che gli alberi non ci sono più il Wwf non può far altro che promettere di vigilare per verificare che almeno venga mantenuta la promessa di nuove piantumazioni. Gli ambientalisti si chiedono in che modo l’amministrazione stia rispettando la normativa nazionale (legge 10/2013) che prevede una serie di obblighi di potenziamento e di tutela del verde urbano come quello di redigere un bilancio in cui si indica il rapporto tra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica rispettivamente al principio e al termine del mandato. Cosa scriverà il Comune di Chieti tra qualche mese nel suo bilancio arboreo?

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