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Cronaca Lanciano

Suicida in carcere l'omicida di Miglianico, Uilpa: "Un solo agente in servizio per l'intero piano detentivo"

Il segretario regionale Di Giovanni rimarca le condizioni lavorative nel penitenziario di Lanciano: "Turni doppi e tripli, agenti costretti a garantire la sorveglianza in più posti contemporaneamente, telecamere non sempre controllate"

“Nella serata di ieri si è sparsa in fretta la notizia del suicidio di un detenuto nella casa circondariale di Lanciano, e mentre i cittadini si dividevano tra quelli che postavano sui social frasi orribili come: 'ha fatto bene' oppure 'meno male' e quelli che si chiedono, giustamente, 'come può suicidarsi un detenuto in carcere?', noi già pensavamo alle inchieste, alle responsabilità, alle spese legali e ad alla famiglia di un poliziotto penitenziario che passerà un Natale di passione nella speranza che l’inchiesta alla quale sarà sottoposto chiarirà la sua posizione davanti alla legge ed all’amministrazione penitenziaria”. È quanto dichiara il segretario generale regionale Uilpa Polizia Penitenziaria Abruzzo, Ruggero Di Giovanni, in merito al suicidio, avenuto giovedì sera nel carcere di Lanciano, del 39enne che lunedì aveva ucciso a Miglianico la compagna, la 41enne Eliana Maiori Caratella.

“In noi invece cresce ancor di più, se possibile, la rabbia verso le condizioni lavorative alle quali siamo costretti – continua - turni doppi e tripli, agenti costretti a garantire la sorveglianza in più posti di servizio contemporaneamente e telecamere che, troppo spesso, sono lasciate sole a registrare gli eventi senza nessuno che le controlla ed un’amministrazione che vede nel ricorso ossessivo allo straordinario la panacea di tutti i mali. Poi quando accade un evento prevedibile, previsto e finanche preannunciato, ci scopriamo puntualmente impreparati; l’importante è allertare il personale, disporre l’incremento della sorveglianza, chiedere sacrifici ulteriori senza preoccuparsi di chi, materialmente, dovrà svolgere il delicato compito di sorvegliare ed impedire taluni comportamenti”.

“Nessuno pare interessato alle oltre 40000 ore di straordinario che producono gli agenti del carcere di Lanciano, nessuno si preoccupa di aver messo in piedi – prosegue il segretario generale regionale Uilpa Polizia Penitenziaria Di Giovanni Ruggero— un circolo vizioso che vede gli stessi lavoratori impegnati in turni doppi e tripli chiamati anche ad incrementare il livello di attenzione e professionalità senza diritto a recupero psico-fisico. Tanto per dare qualche numero, quel piano detentivo è composto da 2 sezioni, 1 con circa 50 detenuti Alta Sicurezza che richiedono, a causa della tipologia di reati, un’attenzione maggiore e costante; la sezione adiacente invece vede invece la presenza constante di circa 20 detenuti cosiddetti 'nuovi giunti', ovvero detenuti appena arrestati e sottoposti a 'grande sorveglianza precauzionale' proprio per prevenire gesti autolesionistici, in soldoni parliamo di almeno 20 detenuti nella stessa situazione problematica del suicida di ieri sera. Non credo serva aggiungere altro se non che confidiamo che il lavoro della magistratura chiarirà la posizione dell’unico agente in servizio per l’intero piano detentivo, al quale va la nostra vicinanza ed il nostro sostegno; allo stesso tempo auspichiamo che le indagini vadano ad esaminare anche le eventuali responsabilità dell’amministrazione penitenziaria sulla gestione del reparto”.

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