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800 studenti in corteo contro la violenza sulle donne

Sfilata degli alunni di Galiani-De Sterlich e Gonzaga per il 25 novembre. Fra striscioni, cartelli con i nomi delle vittime, canzoni e poesie per rendere omaggio a tutte le vittime di femminicidio e dire basta alla violenza di genere

Un fiume di studenti dall’Istituto Galiani-De Sterlich e del liceo pedagogico Gonzaga questa mattina ha invaso piazza G.B. Vico per testimoniare contro la violenza sulle donne. Sul palco canti, testimonianze, letture di poesie in lingua straniera in inglese, francese, tedesco e spagnolo e le t-shirt con le immancabili scarpette rosse:  simbolo della Giornata contro la violenza sulle donne.

“Le hanno realizzate gli alunni – spiega la professoressa Roberta Dell’Elice - oggi tanta gente si è affacciata alla finestra per vedere cosa stava succedendo. È stato importante poter risvegliare qualche consapevolezza”.

Più in là gli striscioni non si contavano: dai nomi e cognomi delle ultime vittime di femminicidio a frasi sarcastiche del tipo “L’unico uomo che può metterti le mani al collo è il tuo gioielliere”. E poi la musica con Giulia Di Febo che ha intonato le canzoni Fiorella Mannoia e Giorgia e i rap di Manuel Florencio, composti per l’occasione. “La violenza non è solo un cazzotto - secondo quest’ultimo – c’è anche quella morale, la morte che ci si porta dentro. Purtroppo in alcune culture la donna continua a essere un oggetto”.

Prima del momento di riflessione in piazza Vico, gli studenti hanno sfilato, sempre armati di cartelli e striscioni, dalla villa comunale. Un serpentone di 800 giovanissimi, uniti dalle t-shirt tutte uguali e dalla consapevolezza che la violenza di genere è un’emergenza da non sottovalutare. “La preside ci ha proposto di organizzare qualcosa per il 25 novembre – spiegano – e abbiamo accettato subito”. Così, maschi e femmine insieme, hanno aperto i giornali, hanno studiato per comprendere meglio la violenza contro le donne, il significato della ricorrenza di oggi e per stilare l’elenco più triste, quelle delle donne morte ammazzate.

“Abbiamo scritto sui cartelli rossi i nomi delle vittime degli ultimi anni – spiega Florencio, rapper in erba e rappresentante d’istituto del Galiani-De Sterlich – non siamo andati troppo in là nel tempo, o sarebbero stati davvero troppi. È stato uno studio faticoso, ma era importante farlo, perché la violenza sulle donne ci riguarda tutti”. Il risultato finale è stato un corteo, a cui hanno invitato anche gli studenti del Gonzaga, e una mattinata di riflessione comune. A far da cornice, a terra, sagome stilizzate e piene di sangue disegnate con il gessetto, su cui i ragazzi hanno simbolicamente gettato delle rose rosse. Il segno di tutte le donne che subiscono violenza, ogni giorno, nel mondo.  

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