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Ragazza di Francavilla scampata all'inferno di Strasburgo: "Ero al mercatino un'ora prima degli spari"

Dea Peleksic si trovava in Francia con un'amica per ritirare un premio. Era in giro al mercatino poco prima dell'attentato, poi è entrata in un locale dove è rimasta per motivi di sicurezza

C'era anche una studentessa abruzzese ieri nell'inferno di Strasburgo, dove un attentatore ha sparato tra la folla dei mercatini di Natale.

Dea Peleksic, 18 anni di Francavilla, studentessa al V anno dell'istituto tecnico commerciale Aterno-Manthonè di Pescara era in viaggio premio, con altre vincitrici regionali, per essersi classificata prima al concorso per le scuole indetto dal Movimento per la vita. Le prime notizie sulla pagina Facebook della scuola da dove ieri sera hanno comunicato che la ragazza stava bene.

Dea ieri aveva accompagnato un'amica a ritirare un premio per poi fare un giro ai mercatini di Natale. Era sul posto un'ora prima dell'attentato, poi è entrata in un locale per cena. Ed è stata la sua salvezza.

"Un'ora prima dell'attentato eravamo lì al mercatino - ha raccontato in collegamento telefonico al tg regionale della Rai - , poi siamo entrate in un locale. Eravamo al piano sotterraneo del ristorante quando abbiamo sentito un botto in lontananza. Siamo andati di sopra per vedere cosa succedeva ma ci hanno rimandato indietro. Ci hanno tenuto dentro per motivi di sicurezza". 

I ragazzi sono poi usciti dal locale intorno alla mezzanotte.

L'inferno di Strasburgo: morti e feriti

Sono almeno tre le vittime di uno, forse due attentatori, che hanno aperto il fuoco intorno alle 20 , l'ora in cui tutti sono in giro per mercatini o per locali. Dodici i feriti, tra cui anche un italiano, un giovane giornalista radiofonico di Trento, Antonio Megalizzi. Sette sarebbero in gravi condizioni, Il killer, identificato, era finito già in carcere in passato. Si chiama Cherif C., 29 anni, di origini nordafricane ma nato a Strasburgo. Nel 2016 era stato segnalato come elemento 'radicalizzato' e come minaccia per la sicurezza nazionale, ma alla polizia era noto come soprattutto come un criminale comune, con 20 condanne per reati comuni sulla sua fedina. Per prenderlo la polizia ha messo in piedi una caccia all'uomo imponente, 350 uomini impegnati.

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