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Cronaca Lanciano

Strangolata in casa a Lanciano, il marito dal carcere respinge le accuse

Primo colloquio in carcere per Aldo Rodolfo Di Nunzio, accusato di avere ucciso la moglie Annamaria D'Eliseo. L'avvocato De Santis: "Il mio assistito è devastato". Ad incastrarlo sarebbe un audio in cui si sentono le grida disperate d'aiuto della donna

Primo colloquio in carcere questa mattina, 12 gennaio, per Aldo Rodolfo Di Nunzio, 71 anni, arrestato dai carabinieri per l'omicidio della moglie Annamaria D'Eliseo, 60 anni, avvenuto il 15 luglio 2022 nella loro villetta di via Iconicella, a Lanciano.

L'uomo ha ricevuto la visita del proprio difensore, l'avvocato Silvia De Santis del foro dell'Aquila. “L'ho trovato molto provato, fisicamente sta bene, però psicologicamente è devastato", ha detto il legale all'uscita dal carcere di Villa Stanazzo, dove l'uomo è rinchiuso da ieri, dopo più di un'ora di colloquio. L'indagato continua a sostenere la tesi della morte volontaria della moglie. Secondo la procura invece, che lo accusa di omicidio volontario aggravato dal coniugio, avrebbe strangolato la donna e simulato il suo suicidio.

“Di Nunzio - ha ribadito l'avvocato - respinge tutte le accuse. Non ci aspettavamo il suo arresto, dopo che, prima il gip di Lanciano, poi il tribunale del Riesame dell'Aquila, avevano respinto la richiesta di custodia cautelare presentata dalla procura di Lanciano. Siamo fiduciosi”.

Scartata la pista inizialmente seguita, quella del suicidio, dopo un anno e mezzo di indagini della magistratura, il marito della donna è finito in cella nel primo pomeriggio di giovedì. Questa volta il Gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha accolto la richiesta firmata dal procuratore capo di Lanciano, Mirvana Di Serio, e dal sostituto Fabiana Rapino.

Il 15 luglio 2022 la 60enne Annamaria D'Eliseo era stata trovata senza vita nel garage della villa dove la coppia abitava a Lanciano. Il marito aveva raccontato di averla rinvenuta impiccata con dei cavi elettrici e di avere provato a salvarla deponendo il corpo a terra.

Fin dai primi momenti, però, il racconto dell'uomo, vigile del fuoco in pensione, era parso contraddittorio agli inquirenti. L'estate scorsa la procura ne aveva già chiesto l'arresto sulla base delle perizie tecniche eseguite sui cavi elettrici trovati intorno alla gola della vittima. Ma non sono bastate.

Sono stati i nuovi elementi probatori, emersi nei giorni scorsi dalle indagini che i carabinieri del Norm (diretti dal maggiore Giuseppe Nestola) hanno continuato a portare avanti, a portare alla misura cautelare, grazie all'analisi di supporti video ed audio registrati dalle telecamere di videosorveglianza all'esterno dell'abitazione. In un audio, in particolare, si sentirebbero le grida di aiuto di Annamaria: “Lasciami, lasciami”. Qualche minuto dopo il marito ha effettuato la chiamata ai carabinieri di Lanciano.

Lunedì 15 gennaio è previsto l'interrogatorio di garanzia, alle 9 in carcere. "Non ci aspettavamo questi sviluppi perché c'era già stato il provvedimento del Riesame che rigettava l'appello della Procura per l'applicazione della misura cautelare, il tribunale aveva ritenuto non vi fossero gravi indizi di colpevolezza né esigenze cautelari. Ora studieremo la linea difensiva", ha concluso De Santis.

L'avvocato Silvia De Santis

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