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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca Lanciano

Strangolata in casa a Lanciano, l'avvocato del marito: "Collaborativo e preciso, respinge tutte le accuse"

Aldo Rodolfo Di Nunzio, in carcere per l'omicidio della moglie Annamaria D'Eliseo, ha risposto alle domande del giudice e della procura. L'avvocato De Santis: "Diritto alla difesa e al giusto processo non va negato a nessuno, per questo lo difendo"

Ha risposto alle domande del Gip e della procura Aldo Rodolfo Di Nunzio, 71 anni, in carcere da giovedì scorso per l'omicidio della moglie Annamaria D'Eliseo, 60 anni. L'ex ispettore dei vigili del fuoco questa mattina è stato sottoposto all'interrogatorio di garanzia nel penitenziario di Villa Stanazzo. L'udienza è iniziata alle 9 ed è durata un'ora e mezza circa.

“L'ispettore Di Nunzio si è reso molto collaborativo, ha risposto all'interrogatorio di garanzia e ha respinto le accuse – ha detto all'uscita dal carcere il difensore, l'avvocato Silvia De Santis, del foro dell'Aquila - come del resto aveva sempre fatto nel corso di quest'ultimo anno e mezzo”. E sulle condizioni di salute dell'indagato, ha aggiunto: "È molto provato, però oggi non stava bene neanche fisicamente, accusa molti dolori anche perché soffre di artrite reumatoide, quindi sente molto freddo, e questo si ripercuote anche sulla malattia, sulla patologia".

L'interrogatorio dell'indagato si sarebbe focalizzato sul nuovo elemento acquisito dai carabinieri del Norm di Lanciano e dalla procura nel corso dei recenti sviluppi dell'attività investigativa, ovvero la registrazione audio/video, effettuata dalle telecamere esterne dell'abitazione di via Iconicella, in cui si sentirebbero le grida di aiuto della donna: “Lasciami, lasciami”.

“Al momento il nuovo elemento è solo questo audio – ha confermato il legale – Di Nunzio respinge tutte le accuse, ha raccontato la sua versione che è la stessa da un anno e mezzo. Ho chiesto l'immediata scarcerazione, il giudice si è riservato la decisione. Aspettiamo l'esito dell'udienza, ma siamo fiduciosi”.

Il legale ha poi voluto fare alcune precisazioni in merito al proprio incarico: “In molti in questi giorni si sono domandati come mai una donna, in questo particolare momento storico, stia difendendo un uomo che appare essere l'omicida della moglie. Io ritengo che viviamo in un sistema garantista, dove il diritto alla difesa e al giusto processo non deve e non può essere negato a nessuno. Quindi il fatto che io sia una donna credo che sia assolutamente irrilevante”.

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