Strada chiusa da maggio, protestano i sindaci

La Provinciale 164 è sbarrata per 15 km da prima dell'inizio dell'estate perché completamente dissestata. Ma i primi cittadini dei paesi interessati lamentano le ripercussioni sulla stagione turistica e sulle difficoltà di collegamento con altre località

Protesta dei sindaci di due paesi sabato prossimo, dalle 11.30, sulla Provinciale 164, la cosiddetta “strada del bosco”, contro la chiusura che va avanti dal 14 maggio scorso. Protagonisti saranno Maurizio Bucci, primo cittadino di Gamberale, e Palmerino Fagnilli, di Pizzoferrato.  Dalla scorsa primavera, infatti, con un’ordinanza della Peovincia, la strada è sbarrata dal chilometro 18+200 (bivio Gamberale-Pizzoferrato) al chilometro 29+863 (bivio Sp 211 ex Ss 84 Frentana).

Le condizioni dell’asfalto sono impraticabili, ma i territori interessati ne risentono pesantemente. “Non si può consentire a nessuno di chiudere 15 km di strada – protestano Bucci e Fagnilli - che tra l'altro si collega al bacino sciistico dell'aquilano, come se niente fosse. Nel corso di questi mesi come sindaci abbiamo più volte scritto ai vari organi competenti, dalla Provincia alla regione,  sollecitando la risoluzione del problema e organizzando delle riunioni operative dove  abbiamo semplicemente chiesto di mettere  in sicurezza quei pochi punti disastrati”.

La strada del bosco è un collegamento strategico che percorre interamente una zona del parco nazionale della Majella. “Risulta strano, a noi sindaci, come lo stesso Parco non abbia intrapreso alcun tipo di iniziativa per sollecitare la riapertura della strada provinciale che consente la mobilità di turisti su un vastissimo territorio. Forse perché non ci sono soldi?”, proseguono i due. In zona, infatti, ci sono più di 2mila appartamenti, seconde case di turisti non solo abruzzesi che scelgono la Majella per le vacanze. Senza contare le strutture ricettive, ora più difficili da raggiungere.

E non lesinano critiche a fondi investiti per le zone costiere, dalla pista ciclabile sulla Costa dei trabocchi al Parco della costa teatina. “Nulla in contrario – chiariscono - ma bisognerebbe innanzitutto pensare alle infrastrutture esistenti che forse andrebbero adeguatamente potenziate a meglio conservate (la Provinciale 164 ne è l’esempio cardine) per consentire lo sviluppo turistico integrato a livello regionale”.

 “Raggiungere l’Altipiano delle Cinquemiglia (Roccaraso, Rivisondoli e Pescocostanzo) in soli 20 minuti per noi è vitale – spiegano - e tagliarci completamente fuori da ogni discorso turistico perché privati della strada provinciale che ci collega su quel versante, per noi significa celebrare la morte di questi territori insieme a tutte le loro bellezze”. 

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