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Cronaca Centro Storico / Piazza Giacomo Matteotti

La statua della parrocchia ruba un parcheggio in piazza Matteotti

Il parroco di Sant'Antonio ha regalato alla città l'effigie di San Michele Arcangelo, realizzata dall'artista Luciano Primavera, e il cantiere è già stato transennato. Ma in molti polemizzano, perché la collocazione scelta sacrificherebbe almeno due posti auto

Il cantiere è iniziato da pochi giorni è l’opera finita dovrebbe essere pronta per fine mese, ma sta già facendo discutere non poco. È la statua di San Michele Arcangelo che sarà posizionata in piazza Matteotti, proprio di fronte all’edificio che ospitava una banca in cui, due anni fa, un incauto automobilista entrò con l’automobile sfondando la vetrina.

La statua, realizzata dallo scultore Luciano Primavera, è un dono di don Donatello Pellicciotta, parroco di Sant’Antonio, alla città di Chieti. L’obiettivo è quello di ricordare l’antica chiesa paleocristiana dedicata proprio all’Arcangelo, i cui resti sorgevano proprio in piazza Matteotti. Da qui deriva l’epiteto Piano Sant’Angelo, con cui i teatini conoscono la piazza.

A breve, dunque, sulla piazza veglierà una statua di bronzo posizionata su una colonna di travertino alta 3 metri e mezzo. La collocazione del Santo, però, sta creando polemiche a non finire. Perché nella città dove la ricerca di un parcheggio è la spina nel fianco di residenti e non solo, transennare due posti auto per far spazio ad un’immagine sacra è considerato, da molti, un sacrilegio.

Tanto più considerando l’attuale panorama dei posteggi in centro città: con l’area dietro il tribunale transennata e una porzione di piazza San Giustino ancora sacrificata a causa dei lavori a palazzo di giustizia, la possibilità di trovare rapidamente un parcheggio è vista sempre più come un miraggio. E la statua, dicono, avrebbe fatto una figura migliore nel centro della piazza, per essere ammirata a dovere da tutte le angolazioni.

I fedeli di Sant’Antonio, però, gettano acqua sul fuoco: l’effigie del Santo non costerà un euro alle tasche dei contribuenti. E dovunque si posizioni, a caval – anzi a santo – donato, non si guarda in bocca. E, forse, vista l'ondata di vandalismo degli ultimi tempi, un Arcangelo di bronzo che veglia sulla città vale anche un posto auto. 

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