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Stalking, botte e violenza sessuale sulla ex: scatta il divieto di avvicinamento

Un incubo quello in cui era piombato una 42enne, madre di una bambina, vessata e perseguitata per mesi dall'ex compagno, un 50enne teatino

Non può avvicinarsi all'abitazione della sua ex compagna, né ai luoghi da lei frequentati abitualmente, per il divieto di avvicinamento disposto dal tribunale di Chieti, su richiesta della procura. Una misura cautelare che racconta una storia terribile per una donna di 42 anni, perseguitata e stuprata dall'uomo, un 50enne teatino. 

Come ricostruisce il quotidiano Il Centro, a lungo l'uomo ha terrorizzato la ex, madre di una bambina, che solo dopo mesi da incubo si è decisa a denunciare, facendo scattare l'indagine coordinata dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo e condotta dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena.

I due sono stati insieme un paio d'anni, ma sin dai primi tempi della relazione, l'uomo ha mostrato una natura violenta. Entrava e usciva dalla casa della compagna, poiché era in possesso di un mazzo di chiavi, controllando i suoi spostamenti e arrivando ad avere atteggiamenti aggressivi anche verso la figlia minorenne. 

In alcuni episodi, come ricostruito dagli investigatori, sotto effetto di alcolici ha picchiato la compagna, fino all'epilogo, l'estate scorsa, quando l'ha violentata dopo averla obbligata a bere. In autunno nuovi maltrattamenti, sempre più gravi: persecuzioni, botte, aggressioni, addirittura, in un'occasione il 50enne ha riempito la serratura dell'appartamento di colla, per evitare che la ex potesse chiudersi a chiave all'interno. E ancora telefonate e messaggi, appostamenti nel cuore della notte sotto casa o al supermercato, fino al furto della borsa e delle buste, all'interno del supermercato in cui la donna stava facendo la spesa. 

Finalmente, la vittima ha il coraggio di rivolgersi ai carabinieri. Il suo ex viene identificato e indagato, ma non desiste con le persecuzioni: addirittura, invia un messaggio alla donna anche mentre si trova all'interno della caserma. A quel punto, la procura chiede il divieto di avvicinamento: se dovesse anche solo avvicinarsi alla ex o alla figlia minorenne, per lui scatterebbero le manette.

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