Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Spending review: a rischio la riapertura delle scuole

Le Province abruzzesi chiedono la riduzione dei tagli del Governo per consentire la riapertura di tutte le scuole a settembre prossimo e definire un piano straordinario per l'edilizia scolastica in grado di garantire scuole sicure e moderne

Dal 2005 a oggi lo Stato non ha finanziato gli interventi per la sicurezza delle scuole mentre le Province hanno continuato ad investire, riservando ogni anno nei loro bilanci 1,5 miliardi di euro ad interventi per le scuole superiori.

L’ Unione delle Province Abruzzesi oggi chiede la riduzione dei tagli praticati dal Governo nell’ambito della cosiddetta spending review alle province, per consentire la riapertura di tutte le scuole a settembre prossimo e per definire un piano straordinario per l’edilizia scolastica in grado di garantire scuole sicure e moderne.

“La Legge 23/96 ha assegnato alle province funzioni di manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole – sottolinea il presidente dell’Upa Enrico Di Giuseppantonio – ma anche l’onere per le spese delle utenze telefoniche ed elettriche, dell’acqua, del gas e del riscaldamento, per l’acquisto di banchi, sedie, aule multimediali e laboratori. E purtroppo i tagli ai consumi intermedi decisi dal Governo colpiscono proprio queste voci”.

Se le province non possono pagare le bollette o acquistare strumenti essenziali come i banchi e lavagne sarà impossibile riaprire una scuola. “Ci chiediamo anche – continua Di Giuseppantonio – che fine abbiano fatto i fondi della delibera Cipe che nel 2009 stanziava 758 milioni di euro per la sicurezza perché a tutt’oggi le province non hanno riscosso nemmeno un centesimo. Tutto ciò mentre le Province hanno continuato ad investire, oltre 3,1 miliardi di euro, per costruire nuove scuole, per interventi di messa in sicurezza e messa a norma. A questa situazione – conclude - si devono aggiungere gli irrisori trasferimenti da parte della Regione, al di sotto del 50% di quanto dovrebbe erogare, che creano difficoltà a servizi importanti come il trasporto dei disabili che frequentano le scuole superiori e l’assistenza specialistica”.

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