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Una giornata coi vigili del fuoco, custodi silenziosi della sicurezza

Fondamentali per la sicurezza delle persone ma anche degli animali, lavorano in silenzio e troppo spesso vengono dimenticati dai media. ChietiToday è entrata nel comando provinciale in via Masci per conoscere meglio i vigili del fuoco e i loro interventi quotidiani

Dallo spegnimento degli incendi agli interventi specializzati durante terremoti e alluvioni, fino a liberare chi rimane chiuso in ascensore o fuori casa e prestare assistenza agli anziani soli, anche solo per comprare i farmaci. Si chiamano vigili del fuco, ma sono a tutti gli effetti i custodi della sicurezza.

Siamo entrate nel comando provinciale in via Masci per raccontare la quotidianità di chi ogni giorno interviene nella maniera più varia per garantire la sicurezza dei cittadini, con l’animo del soccorritore e l’immancabile adrenalina che ti permette di affrontare intere giornate senza mangiare o dormire, come è successo ai diciotto uomini partiti da qui nel 2009 dopo il terremoto dell’Aquila e, sette anni prima, a San Giuliano di Puglia.

IL LAVORO DI SQUADRA Ma i vigili del fuoco hanno mai paura? Loro, quando gli viene chiesto, si guardano sorridendo e si schermiscono. “Non è tanto la paura – spiega uno dei capisquadra – quanto la preoccupazione per la responsabilità di prendere decisioni per gli altri. Solo gli irresponsabili non hanno mai timore, e così operano male. Poi l’esperienza e il tempo aiutano ad agire velocemente, a capire quali sono gli interventi da fare. Non abbiamo paura perché siamo sicuri della nostra formazione, dei dispositivi di sicurezza. Poi contiamo sulla squadra, per noi è fondamentale”.

Su una cosa, però, concordano tutti, guardando insieme le immagini di sei anni fa quando, all’Aquila, diventarono insieme a colleghi di tutti Italia gli angeli di persone che in pochi secondi avevano perso tutto. “I disagi – dicono i vigili del comando di Chieti – sono ricompensati da molte soddisfazioni, come la gratitudine di restituire a un cittadino un bene minimo che credeva perso nella casa andata distrutta”.

FATICA E SORRISI La fatica è molta, la responsabilità si fa sentire. Ma il sorriso e la voglia di scherzare sono sempre presenti. Specialmente quando si parla delle famiglie e di come le mogli riescano a sopportare una vita sempre in servizio. “Le mogli – scherzano i vigili – hanno sempre un po’ da ridire. Ma chi sposa un vigile del fuoco sa cosa comporta”.

Pronti a tutto, sempre preparati a partire, i vigili del fuoco sono visti da tantissimi come una sorta di supereroi. “Ma noi – tengono a precisare – non siamo eroi. Abbiamo adrenalina, carica, spinta che ci aiutano ad intervenire nel modo corretto. Quando l’adrenalina scende, allora crolliamo”. E può capitare che, messa in salvo la vittima da soccorrere, scappi una lacrima di sfogo. “Ma cerchiamo sempre di scindere l’uomo dal soccorritore: dobbiamo essere freddi e distaccati”. A vegliare sulla loro buona sorte, però, c’è Santa Barbara, patrona del corpo dei vigili del fuoco, di cui sono devotissimi, e a cui hanno dedicato una preghiera. “Lo diciamo sempre e lo ripetiamo anche lì: un giorno senza rischio non è vissuto”.

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TELEFONATE BUFFE Fra concentrazione, sforzo fisico e impegno costante, c’è anche il tempo per qualche sorriso. Come quando al centralino di via Masci – che smista le telefonate al 115 dell’intera provincia di Chieti – arriva qualche telefonata che risulta esilarante. “Ve la ricordate la vecchina che ci chiamava di notte perché era sempre sola?”, racconta qualcuno. “Ma la telefonata più frequente – aggiunge un collega – è la richiesta di ricariche Wind: la gente confonde il 115, numero di emergenza, con il 155, servizio clienti del gestore telefonico. E ogni tanto si arrabbia pure perché diciamo che non possiamo fare nessuna ricarica!”.

OLTRE 5.000 INTERVENTI L’ANNO   Sette le squadre operative tra Chieti, Lanciano, Vasto, Ortona, Casoli e Gissi, dove c’è un distaccamento volontario. Nel 2014 su tutta la provincia di Chieti gli interventi sono stati 5.230, con una media di 14 al giorno. La maggior parte non riguarda gli incendi: sebbene il Chietino vanti circa 20mila unità produttive e abbondanza di roghi di sterpaglie e superfici boscate, gli incendi domati dai pompieri sono stati 1.036. 

La maggior parte del lavoro del comando provinciale ha riguardato interventi vari di assistenza che l’anno scorso sono stati 3.100. Si tratta di rimozione di insetti, ma anche assistenza agli anziani che si trovano in situazioni di potenziale pericolo. Un altro primato riguarda le persone che restano chiuse fuori o dentro: 1.924 gli interventi in tal senso, 223 i soccorsi dopo incidenti stradali - parliamo di più di uno ogni due giorni- e per i quali i vigili del fuoco hanno apposite competenze e strumenti per immobilizzare il ferito e liberarlo dalle lamiere, come i divaricatori e cuscini wetter capaci di sollevare i mezzi o aprire i cancelli.

I soccorsi in acqua invece sono stati 204, dovuti prevalentemente ai frequenti allagamenti registratisi negli ultimi tempi su tutta la provincia, 168 gli interventi per dissesti alle strutture e 124 per recupero beni, mentre 36 chiamate si sono rivelate’ falso allarme’ o non necessarie (233).

IL COMANDANTE Dal punto di vista territoriale la provincia di Chieti dà un gran da fare ai vigili del fuoco con la presenta di migliaia di attività a rischio incidenti rilevante, grossi centri industriali, ma anche le istituzioni culturali come il teatro Marrucino di Chieti o i centri commerciali. "Sul territorio - sottolinea il comandante provinciale Antonio Albanese  - gli interventi sono decisamente diversificati a seconda delle specificità . Rispetto ad altre zone d’Italia, sono frequenti ad esempio gli interventi sull’A14, specialmente nel tratto fra Chieti e Francavilla e Vasto nord e Vasto sud”. Leggi l’intervista al comandante

IL COMANDO Al Comando provinciale di via Masci a Chieti i vigili del fuoco in servizio sono 80, più una trentina di amministrativi. Tra di loro c’è anche una donna.  Ci sono 13 vigili del fuoco per ogni turno, che dura 12 ore (dalle 8 alle 20 e dalle 20 alle 8). Ogni giorno un calendario divide gli interventi in ‘prima partenza’ se si tratta di incendi o incidenti stradali e ‘seconda partenza’ per tutti gli altri interventi. Fra tutti gli agenti in turno, ce ne sono nove che, ogni giorno, fanno parte della “colonna mobile”, ossia di una squadra pronta a partire in pochi minuti per qualsiasi emergenza. Qualora, in ogni parte d’Italia, ci sia un terremoto disastroso o un’alluvione catastrofica, gli uomini della colonna mobile sanno cosa portare, che strumenti caricare sui mezzi e come intervenire una volta arrivati sul posto, pronti per ciascuna delle due eventualità. La vita dei vigili del fuoco è, di fatto, quella di persone che devono essere sempre pronte, lucide, consapevoli di cosa fare e come agire.

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