Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Sospesi pagamenti cassa integrazione, presidio davanti alla prefettura

Di fronte a tutte le prefetture d'Abruzzo Cgil, Cisl e Uil manifestano dalle 10 alle 12.30 per protestare contro il blocco delle risorse per finanziare la cassa integrazione, che in Abruzzo è bloccata da mesi

Presidi di fronte a tutte le prefetture d’Abruzzo oggi (mercoledì 30 aprile), dalle 10 alle 12.30, indetti da Cgil, Cisl e Uil, per protestare contro la sospensione dei pagamenti della cassa integrazione in deroga, che lasciano in ginocchio migliaia di lavoratori in tutta la Regione.

Da tempo i sindacati bussano al ministero del Lavoro affinché vengano reperite nuove risorse per gli ammortizzatori sociali, ma ad oggi non si è mosso nulla e dopo il mese di giugno non sarà possibile prevedere nuove autorizzazioni.

Va peggio per i pagamenti, fermi in Abruzzo da ottobre dell’anno scorso. Si crea così una vera e propria emergenza sociali per migliaia di famiglie. “Non si comprende perché le risorse già stanziate nella legge di stabilità – si chiede il segretario generale Cisl Abruzzo Molise, Maurizio Spina – 1 miliardo e 600 milioni di euro (di cui 400 utilizzati per pagare parte degli arretrati del 2013) non vengano immediatamente rese disponibili”.

Ma i sindacati lanciano l’allarme anche su un’altra emergenza: “Il Governo sta definendo la bozza di un nuovo decreto interministeriale di riforma degli ammortizzatori, che prevede tagli e limitazioni alla concessione di cassa integrazione e mobilità in deroga”. “Non è possibile – afferma Spina – privare i lavoratori di uno stabile strumento di integrazione del reddito. È certo che una razionalizzazione è necessaria, ma è quella già disegnata dalla legge Fornero, che prevede l’erogazione degli ammortizzatori in deroga fino al 2016, per garantire tutti i lavoratori delle piccole imprese nella fase di “graduale transizione” dal vecchio sistema al nuovo, quello dei Fondi bilaterali di solidarietà, che, gestiti da sindacati ed imprenditori, dovranno entrare in funzione nei prossimi mesi”.

Se i presidi non dovessero ottenere risultati, i sindacati promettono una manifestazione nazionale “per chiedere atti urgenti, concreti, efficaci dal Governo”, annuncia Spina.

Nei primi tre mesi del 2014 in Abruzzo le ore autorizzate in cassa integrazione in deroga sono raddoppiate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: da 1 milione 227mila a 2 milioni 132 mila. “Ma il dato – dicono i sindacati – è ancora sottostimato”.

Segnano invece una flessione gli interventi di cassa integrazione ordinaria ed anche di quella straordinaria, ma l’ammontare complessivo delle autorizzazioni, quasi 8 milioni e 500 mila ore, resta a livello troppo elevato, quasi 4 volte più alto del periodo pre-crisi, e segnala il persistere di una grandissima sofferenza di tutti i settori produttivi, dall’industria all’artigianato, dal commercio ai servizi.  

Nelle provincia di Chieti si registra una diminuzione, del 30 per cento, del ricorso alla cassa integrazione, così come all’Aquila (meno 51%). È in aumento il ricorso alla cassa integrazione a Pescara (+46,9%) e a Teramo (+50,5%). Negli ultimi 5 anni l’Abruzzo ha perso quasi 30mila occupati.

I dati Istat, relativi all’ultimo trimestre  2013, dicono che i disoccupati, oggi, sono esattamente il doppio, 63 mila, contro i 32 mila del 2008, e il tasso di disoccupazione ha raggiunto la soglia dell’11,4%; mentre quello giovanile è in aumento di quasi 5 punti percentuali passando dal 33% nel 2012 al 37,7% nel 2013.

E i sindacati sollecitano “un rilancio delle politiche attive per favorire il reimpiego delle persone inoccupate e disoccupate e la realizzazione di un’efficace rete informativa tra Governo, enti locali, istituti previdenziali e assistenziali, Centri per l’impiego, Parti Sociali ed Agenzie private di orientamento al lavoro”.   “

                                                                                         

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