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Solidarietà, alla Comunità Papa Giovanni XXIII proiezione del documentario di Soldini

Dopo il successo del Blind Date-Concerto al buio del marzo scorso, CBM torna a Chieti per presentare il documentario "Un albero indiano" regia di Silvio Soldini, venerdì 5 giugno presso l'ex Istituto delle Orsoline in via Ravizza. Parteciperà lo scultore non vedente Felice Tagliaferri

Dopo lo straordinario successo del Blind Date-Concerto al buio del marzo scorso, CBM torna a Chieti per presentare il documentario “Un albero indiano” per la regia di Silvio Soldini - il noto regista di “Pane e tulipani” – e il documentarista Giorgio Garini.

La proiezione si terrà venerdì 5 giugno alle ore 20.30 alla Comunità Papa Giovanni XXIII presso l’ex Istituto delle Orsoline in via Ravizza e vedrà la partecipazione dello scultore non vedente Felice Tagliaferri e il Direttore di CBM Italia Onlus Massimo Maggio.

Dopo aver conosciuto il mondo dei non vedenti con la toccante esperienza di “Per altri occhi”, il regista Silvio Soldini prosegue, assieme al documentarista Giorgio Garini, un percorso di grande fascino, popolato da persone dotate di straordinaria forza vitale, lontano dai cliché che spesso la nostra società riserva alle persone cieche.

Siamo in India, a Shillong, in una remota cittadina vicino al Bangladesh. La voce narrante è quella dello scultore non vedente Felice Tagliaferri, un personaggio dalla straordinaria capacità comunicativa. E’ lui a portarci lontano, dalla sua città Bologna fino alla Bethany School di Shillong dove 15 bambini e altrettanti insegnanti lo attendono per imparare l’arte della lavorazione della creta. Ed è qui, tra i banchi della Bethany School che si compie il miracolo.

Felice, pur non conoscendo una parola della lingua locale, trova una modalità di comunicazione del tutto personale con bambini ciechi, sordi e sordo-ciechi che frequentano il laboratorio di creta. Del resto non servono le parole per insegnare l’arte.

Giorno dopo giorno, grazie al corso condotto da Felice, gli allievi imparano a dar forma ai loro sogni più intimi, a lavorare insieme per un obiettivo comune, a “fare il passo più lungo della gamba”.

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