Smargiassi: "La casa di riposo Sant'Onofrio di Vasto resti aperta"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

La casa di riposo Sant'Onofrio di Vasto rischia la chiusura per problemi di natura puramente tecnica.


Sentiamo per questo la necessità di dire due cose che ci interessano poco e altre due che invece ci stanno a cuore.

Ci interessa poco di chi sia la colpa. Stiamo assistendo al tradizionale scaricabarile delle responsabilità politiche a cui i partiti ci hanno abituato, fra chi accusa la precedente Giunta Chiodi e chi se la prende con l'Amministrazione comunale del sindaco Lapenna. C'è solo da stendere un velo pietoso.


Ci interessa poco scendere nei dettagli tecnici per i quali Sant'Onofrio non è più considerabile a norma di legge: se c'è la volontà politica di farlo, adeguare la struttura e mantenerla funzionante è possibile.


Ci interessa invece molto che oltre cinquanta anziani restino senza assistenza e che diciassette operatori rischino il posto di lavoro.


Ci interessa molto che in Abruzzo continui la desertificazione dei servizi pubblici, uno a uno sterminati dalle scelte politiche dei partiti di centrodestra e centrosinistra.


Pensiamo in particolare alla demolizione dei servizi a Vasto e nel medio e alto Vastese, con il recente taglio della guardia medica di Celenza sul Trigno, con la soppressione del tribunale di Vasto soltanto prorogata, con la riforma Chiodi dei Consorzi industriali che ha disposto la chiusura di sette enti fra cui il Coasiv di Vasto (nonostante i bilanci in attivo), con i tagli ai trasporti pubblici ferroviari (-21% in Abruzzo nel 2013, i pendolari vastesi ne sanno qualcosa), con lo smantellamento dell'ospedale di Gissi. E il triste elenco potrebbe lungamente continuare.


Non c'è poi da meravigliarsi se i cittadini scappano: dal 2002 al 2012, i dati Istat parlano di circa 3.000 residenti che hanno abbandonato il medio e l'alto Vastese. E' stato come distruggere un paese al rallentatore.

Da Gianni Chiodi siamo passati a Luciano D'Alfonso, ma l'indirizzo politico è identico: tagli selvaggi e irrazionali su ogni tipo di servizio. A chi non possiede risorse personali per rivolgersi a servizi privati non resta che arrangiarsi o fuggire.


In campagna elettorale D'Alfonso ha promesso di proteggere le fasce più deboli. Adesso ha un'occasione di dimostrarlo con i fatti. Noi del M5S lo diciamo da quando siamo nati: nessuno deve rimanere indietro, a maggior ragione se si tratta dei nostri anziani, cioè dei nostri genitori e dei nostri nonni. Ci opporremo con tutte le nostre forze alla chiusura di un servizio pubblico essenziale come la casa di riposo Sant'Onofrio.

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