Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca Tricalle

Smantellamento distretto Tua, Gallucci: “Nessun pericolo amianto, chiesto incontro mai avuto risposta”

Il proprietario del deposito di via Picena scrive al coordinatore regionale della Lega. A gennaio la società di trasporto lascerà la sede sul colle

Perché se il distretto Tua di Chieti è a norma la società del trasporto pubblico regionale vuole trasferire 70 autobus da Chieti a Pescara?  In nome di quale spending review si ritiene opportuno, dopo 40 anni, far partire le corse degli autobus per l’entroterra chietino a venti chilometri di distanza, nella città più inquinata d’Abruzzo? Perché, dopo l’attacco mediatico della scorsa estate, nessuno dalla Regione o dalla società ha risposto alla richiesta formale di un tavolo? Se lo chiede l’avvocato Federico Gallucci, proprietario, con la sua famiglia, del distretto da 9000 metri quadri in via dei Peligni, zona Tricalle.

Prima di rivolgersi alla magistratura, Gallucci si appella al coordinatore regionale della Lega, Luigi D’Eramo, a cui ha inviato una relazione dettagliata.
Nella lettera l’avocato teatino ripercorre le tappe di quello che definisce più volte “un attacco mediatico nei confronti della proprietà, senza che la stessa abbia potuto incontrare i protagonisti della vicenda” e prova a smontare punto per punto le criticità che prima  il presidente di Tua Giuliante, poi la consigliera in quota Lega  Annalisa Bucci hanno elencato per giustificare la dismissione del deposito, prevista a gennaio 2020 (il contratto scade nel 2023). 

A cominciare dalla presunta presenza di amianto. “L’intera copertura di eternit del sito, parliamo di una struttura realizzata oltre 50 anni fa,  è stata sin dal lontano 1996 regolarmente bonificata a spese della proprietà, seguendo la procedura di inscatolamento totale” ricorda Gallucci precisando che le successive analisi ambientali fatte eseguire da due laboratori specializzati “hanno attestato la mancanza di polveri o fibre di amianto nel sito”. 

“Quanto alle dichiarazioni circa la ‘presenza di amianto non adeguatamente custodito” nel sito di nostra proprietà – prosegue Gallucci -  costituito da due capannoni dall’area di circa 1.200 mq, ubicati all’interno della città e circondati da numerosi palazzi, se fosse vera, andrebbe riguardata sotto il delicato profilo di un paventato potenziale pericolo per la salute pubblica e per la salute delle maestranze che operano nel distretto, ma vera non è e si è innescato un inutile “allarme sociale”.

L’avvocato ritiene che un eventuale spostamento del distretto della Tua da Chieti “danneggerebbe, inevitabilmente, il nostro capoluogo di provincia che si vedrebbe ulteriormente ed immotivatamente svuotato da un’altra importante struttura produttive di servizi.

Di contro – aggiunge -  il trasferimento del distretto a Pescara contribuirebbe ad aumentare significativamente costi evitabili, in ragione dei costi aggiuntivi di carburante dovuti alla rimodulazione delle corse e ad alimentare un dannoso impatto ambientale alla città più grande d’Abruzzo, in termini di inquinamento, perché lo spostamento della flotta di autobus (il distretto di Chieti ne ha assegnati circa 70) a Pescara inciderebbe in misura rilevantissima in termini di immissioni nocive, il tutto senza contare il disagio per i lavoratori, disagio già platealmente esternato da diverse manifestazioni fatte dai sindacati. Infine, il mantenimento quarantennale del distretto TUA a via dei Peligni non è stato certamente casuale ma si è mantenuto grazie alla diligente comparazione dei costi-benefici costantemente eseguita dai Cda che si sono nei decenni succeduti e che hanno sempre ritenuto conveniente per l’azienda la persistenza in essere nel nostro sito  e soprattutto alla disponibilità economica che sempre il proprietario ha accordato all’azienda facendosi carico di numerosissimi e costosissimi interventi.

Disponibilità manifestata anche nel corso dell’ultima gestione, laddove su semplice richiesta del presidente D’Amico è stata accordata una riduzione del canone di locazione,-già di gran lunga sottostimato rispetto al reale valore dell’immobile, del 20%”.  

La proprietà ha confermato via posta elettronica certificata all’azienda Tua “la massima disponibilità a ridurre a il canone di locazione e realizzare a proprie spese ulteriori opere volte ad una miglior fruizione logistica del sito, ha anche e soprattutto chiesto un incontro istituzionale volto ad instaurare un proficuo contraddittorio finalizzato a trovare una bonaria composizione che scongiurasse il contenzioso, ma ad oggi – scrive all’onorevole D’Eramo -, tali richieste non sono state degnate di nessun riscontro, neppure di semplice cortesia.

Il pericolo dell’amianto non c’è - ripete Gallucci - il problema della riduzione dei costi in ossequio alla spending review non c’è, una concreta esigenza giustificativa della improvvisa ed improvvida decisione di smantellamento e delocalizzazione di uno dei maggiori e funzionali distretti d’Abruzzo a fronte di inadempienze da parte della proprietà non c’è, una eccessiva gravosità della conduzione non c’è, ed ancora, la necessità di “sferrare” un “attacco mediatico” che ha inevitabilmente danneggiato il valore commerciale del sito non c’era, ed infine, una plausibile giustificazione (al di là dell’intuibile imbarazzo) al totale disinteresse rispetto alle numerose richieste di incontro avanzate dal proprietario non c’è. Mi aspetto, onorevole, un Suo autorevole intervento finalizzato a chiarire i contorni di una vicenda che appare ingiusta ed irrazionale”.
 

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