menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Sit in con il lutto al braccio contro la soppressione del dirigente archeologo

La protesta delle oltre 70 associazioni della consulta questa mattina di fronte a Villa Frigerj. Chieti perderà l'autonomia decisionale e finanziaria. Contro la decisione del ministero si sono schierati anche l'Archeoclub e il sindaco Di Primio

Sit in di protesta con il lutto al braccio, questa mattina (sabato 24 gennaio), a Chieti, contro la soppressione della dirigenza teatina della Soprintendenza archeologica d’Abruzzo. La manifestazione, di fronte a Villa Frigerj, è stata organizzata dalle oltre 70 associazioni che fanno parte della Consulta comunale cultura, ambiente e beni cittadini, per chiedere un intervento urgente che cambi le disposizioni ministeriali, per evitare di perdere l’autonomia decisionale e finanziaria.

Un provvedimento del ministro Franceschini, infatti, prevede che in città non ci sia più un dirigente archeologo, ma un dirigente ad interim che governerà anche un’altra istituzione regionale. Così, dopo 76 anni, un organismo nazionale verrà declassato, privando la città di un’ulteriore risorsa.


Contro la decisione del ministero si è scagliata anche la sezione abruzzese dell’Archeoclub d’Italia, che ha lanciato un appello alla classe politica, affinché “si svegli e cominci finalmente ad interessarsi ad un patrimonio unico”, puntando il dito contro “manovre ed interessi da cortile e problemi di carriera interni al ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, cui si uniscono ancor meno nobili interessi politici”.


“Troppe volte, in passato – dice l’Archeoclub – la Soprintendenza archeologica regionale di Chieti è stata considerata una soprintendenza di secondaria importanza, a cui venivano spesso assegnati dirigenti di prima nomina, in attesa che maturassero il minimo del tempo necessario per poter poi raggiungere sedi più consone: non facevano neanche in tempo a conoscere il territorio, prima di ottenere l’atteso trasferimento”.

Le associazioni cittadini e l’Archeoclub criticano soprattutto la decisione di istituire quello che considerano “un doppione” della Soprintendenza regionale, con un proprio dirigente, destinata solo all’Aquila e ai comuni del cratere. Per l’associazione sarebbe necessaria “l’unificazione delle varie soprintendenze regionali in un’unica struttura per motivi di funzionalità, rapidità ed unitarietà di interventi”. In questo panorama, le Direzioni regionali avrebbero potuto rappresentare il primo passo verso la trasformazione, “invece di costituire, come attualmente avviene, motivo di confusione e sovrapposizione”.


“Quello che si sta facendo in Abruzzo – commentano duramente – è folle ed assurdo. Né vale il discorso che la nostra regione deve rimanere senza dirigente per risparmio di stipendi, poiché in contemporanea si istituisce ex novo una struttura con ulteriori costi ed un nuovo dirigente. Ma chi vogliono prendere in giro?”.

Sulla vicenda, ieri (venerdì 23 gennaio), era intervenuto anche il sindaco Di Primio con una lettera al ministro Franceschini.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

È morto il notaio Giuseppe Tragnone: aveva 70 anni

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ChietiToday è in caricamento