Il sindaco D'Angelo torna a Casacanditella dopo l'esilio

Coinvolto in una inchiesta per presunte tangenti al Comune, ieri è tornato nel suo ufficio dopo che il gip di Avezzano ha annullato la misura prescritta

E’ tornato ‘a casa’ ieri mattina Giuseppe D’Angelo: il sindaco di Casacanditella coinvolto un anno fa nelle indagini della procura di Avezzano per presunte tangenti. Tre settimane agli arresti domiciliari, quasi sei mesi di divieto di dimora nel suo Comune, con relativo esilio a Francavilla e proteste da parte dei suoi concittadini,  fino alla decisione del gip di Avezzano di revocare la misura del divieto di dimora “non più attuale né proporzionata alla sanzione che si ritiene possa essere attuata”.

Interdetto dalla carica di sindaco e da altre funzioni pubbliche per un anno ieri, tra lo stupore e l’emozione di colleghi e cittadini, D’Angelo potuto tornare dietro alla sua scrivania. Rivendicando ancora una volta e con più forza la sua estraneità ai fatti.

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La vicenda

Il 27 settembre del 2017 era stato arrestato con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’operazione “Master list” assieme ad altre sette persone tra amministratori locali, pubblici funzionari e imprenditori abruzzesi. Il Comune di Casacanditella era rimasto coinvolto per delle aste pubbliche bandite dall’Unione dei Comuni delle Colline teatine, con il primo cittadino accusato di aver percepito circa 10.000 euro di tangenti per quelle che secondo la difesa erano donazioni fatte al comitato feste del paese.
 

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