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Foto Marcello Paolucci

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I sindaci abruzzesi in assemblea tornano a chiedere un provvedimento urgente per l'Abruzzo

"I sindaci, oltre alla percezione di abbandono da parte delle altre istituzioni - spiega Di Primio - denunciano altresì di vedersi attribuire responsabilità e compiti che vanno anche oltre le proprie reali competenze"

Si è tenuta questa mattina (venerdì 27 gennaio), a Teramo, l'assemblea dei sindaci abruzzesi convocata da Anci Abruzzo. All'incontro, a cui ovviamente ha partecipato anche il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, hanno preso parte anche il coordinatore della Protezione Civile dell’Anci, sindaco di Siena, Bruno Valentini e il responsabile Nazionale area Protezione Civile Antonio Ragonesi, per fare il punto sull’emergenza post neve e sisma che ha sconvolgo la regione nelle ultime settimane. 

Tuttavia, il governo nazionale ancora non accoglie la richiesta dello stato di emergenza già formulata da Di Primio nei giorni scorsi, a cui si è aggiunto un appello direttamente al premier Gentiloni.

"All’esito della riunione odierna – commenta il sindaco di Chieti, che è anche vicepresidente nazionale Anci – è emersa la gravità in cui versano tutti i comuni colpiti dall’emergenza neve e la necessità di interventi immediati. I sindaci, oltre alla percezione di abbandono da parte delle altre istituzioni, denunciano altresì di vedersi attribuire responsabilità e compiti che vanno anche oltre le proprie reali competenze". 

"Nella consapevolezza di dover dare comunque risposte ai propri cittadini - prosegue - abbiamo chiesto al Governo nazionale, al fine di agevolare le tempistiche degli interventi post neve e sisma, un provvedimento speciale per l’Abruzzo che preveda finanziamenti specifici per affrontare il post emergenza e che parte di questi trasferimenti venga destinata soprattutto all’adeguamento antisismico delle scuole. Insieme ai fondi chiediamo che venga normata anche una semplificazione procedimentale che ci consenta di avviare rapidamente e in tempi certi i lavori".

Nel corso della riunione, i sindaci hanno stigmatizzato il comportamento allarmistico di altri soggetti istituzionali, come la Commissione Grandi Rischi, e il trasferimento di responsabilità e incombenze da parte della Protezione Civile sui sindaci.  

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