Cronaca

Niente autopsia su Daita, ora si indaga per omicidio preterintenzionale

Acquisite le cartelle cliniche negli ospedali dove l'uomo è stato ricoverato nell'ultimo anno. La Procura ha deciso di non disporre più l'autopsia

Nessuna autopsia sul corpo di Simone Daita, il 54enne di Chieti morto mercoledì scorso dopo un anno di coma. Lo ha stabilito la Procura dopo l’ispezione cadaverica del medico legale Cristian D’Ovidio.

La salma è stata quindi restituita ai familiari per i funerali che si terranno domani (martedì 22 marzo), alle ore 10, a Lanciano, nella chiesa del Santissimo Sacro Cuore di Gesù, in via Napoli 3, zona Olmo di Riccio

Intanto sono al vaglio del medico legale le cartelle cliniche acquisite negli ospedali di Penne, Pescara e Villa Pini, dove Daita è stato ricoverato in questo lungo anno di sofferenza. L’esame delle cartelle servirà a stabilire quale nesso ci sia stato tra quel colpo sferrato la sera del 28 febbraio 2015 in piazza Vico a Daita, che finì in coma, e il decesso di pochi giorni fa, e a capire se le lesioni riportate dall’uomo siano compatibili con quel pugno, che l’indagato Emanuele D’Onofrio ha confessato di aver sferrato. In tal caso per D’Onofrio, iscritto nel registro degli indagati, si prefigura l’omicidio preterintenzionale.

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