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Shoah: ricercatore di Chieti scrive un libro sulla pedagogia della memoria

Il volume si intitola "Percorsi storico-educativi della memoria europea" edito nel 2014 da Franco Angeli

Un volume che ricostruisce il percorso formativo legato al tema della memoria del nazifascismo e degli effetti catastrofici che esso ha avuto in Europa, non elencando una nuova didattica ma chiarendo la prospettiva storico-culturale in cui è stata inserita la cosiddetta "pedagogia della memoria". E' "Percorsi storico-educativi della memoria europea" edito nel 2014 da Franco Angeli.

Luca Bravi, ricercatore presso l'Università Telematica L.da Vinci di Chieti, dedica la prima parte del libro appunto alla politica della memoria, prendendo in considerazione alcuni luoghi simbolo come il Museo statale di Auschwitz, sorto subito dopo la liberazione del campo di sterminio, e lo Yad Vashem, nato nel 1953 a Gerusalemme e che oggi è l'Ente nazionale per la Memoria della Shoah in Israele. Uno ad uno, l'autore elenca istituti, musei e memoriali nei quali oggi a suo avviso, è custodito il valore fondamentale dell'Olocausto. Il volume affronta poi la necessità pedagogica di insegnare la Shoah: porsi il problema di una storia vissuta, da raccontare nel presente, significa irrompere nel campo della memoria. Partendo da un interrogativo fondamentale, emerso da un convegno risalente al 1970: i libri di testo della scuola italiana ricostruiscono le vicende legate alla Resistenza? E ancora, la scuola italiana diffonde i valori che avevano caratterizzato la pagina della Resistenza e gli ideali della Costituzione?

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